«Accolgo te»: cosi cambia il matrimonio

ROMA. La novità più clamorosa è il cambiamento della formula storica di consenso «prendo te» nel più tenero «accolgo te», per mettere in evidenza nel nuovo rito del matrimonio la dimensione del dono e fuga l'idea che «l'altro» possa essere considerato un oggetto. Ma non è l'unica novità che la Chiesa propone. Il matrimonio cattolico si adegua ai tempi che vedono più coppie scegliere il rito civile e, se non cambia nella sostanza, si presenta rinnovato nella formula e nei rituali.
La chiesa italiana, spiega don Sergio Nicolli, direttore dell'ufficio della Conferenza episcopale italiana per la famiglia, «ha deciso di adattare il rito del matrimonio per adeguare la celebrazione del matrimonio ad una teologia e una spiritualità coniugale che in questi anni è andata sviluppandosi».
La nuova formula sarà presentata insieme ad altri adattamenti in un convegno che si apre domani a Grosseto e al quale parteciperanno quasi seicento delegati provenienti dalle 227 diocesi italiane, da associazioni e movimenti. L'incontro, promosso dagli uffici Cei per la liturgia, la pastorale della famiglia e la catechesi e dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile, servirà a lanciare il «libretto» che contiene gli adattamenti, che da domani sarà disponibile in libreria e potrà essere utilizzato a partire dalla prima domenica di Avvento (28 novembre).
«Non ci sono - spiega il Servizio informazione religiosa della Conferenza episcopale italiana - veri e propri sconvolgimenti, ma alcuni adattamenti. Ad esempio si può iniziare il rito dal fonte battesimale, con il cero del battesimo in mano ai due fidanzati, per testimoniare che il matrimonio è un sacramento non avulso ma strettamente legato al sacramento fontale del battesimo».
I futuri sposi avranno la possibilità di scegliere quali letture bibliche utilizzare. Si potrà scegliere infatti tra tutti i brani biblici che vengono utilizzati per la catechesi preparatoria del matrimonio. Inoltre, la preghiera di benedizione sarà d'ora in poi preceduta dalla litania dei santi, come nella consacrazione dei sacerdoti, e prevede anche l'invocazione dello Spirito che prima non c'era.
«Un adattamento - afferma don Nicolli - per dire che il matrimonio è una vera e propria consacrazione». Infine sono state individuate tre diverse tipologie di matrimonio: il matrimonio tra persone che hanno già compiuto un significativo cammino di fede nella comunità parrocchiale; quello richiesto da persone che, pur non avendo maturato un chiaro orientamento cristiano, desiderano la celebrazione religiosa del matrimonio; il caso di matrimoni tra una parte cattolica e una non battezzata.
«Esisteva anche prima - precisa don Nicolli - la possibilità di celebrare il matrimonio nella liturgia della parola quando nella coppia, uno dei due non crede oppure appartiene ad altra confessione cristiana».
Ora si vuole chiarire che dare la possibilità di celebrare il rito nella liturgia della parola non significa decretare sposi di serie A e sposi di serie B. (a.g.)