Il suo ritorno manda all'aria i progetti dei partiti della Gad
PAVIA.Se c'è un «veltrologo» accreditato questo è il vicesindaco diessino Eligio Gatti. Di Elio Veltri ha stima, molto stima; di Elio Veltri è amico personale. Ma Eligio Gatti è anche, ad ascoltare le (per ora) chiacchiere del centrosinistra pavese, il candidato sindaco più probabile, sebbene le quotazioni di Antonio Sacchi (attuale presidente del Fraschini) sembrano in salita. Quando Veltri, nel giugno scorso, lasciò capire di voler tornare a far politica a Pavia, disse facendo ricorso al massimo della diplomazia disponibile: «Non un Veltri, ma cento Veltri: la città e il centrosinistra hanno bisogno di tutti, uniti intorno a un progetto comunale, per rivincere la tornata elettorale del 2005. Un fatto è certo: il valore politico di Elio Veltri non si discute e può essere, davvero, una risorsa per Pavia». E concludeva dicendo: «Dobbiamo capire anche con quale ruolo vuole esserci e, noi, quale ruolo attribuirgli».
Bene, sul ruolo di Elio Veltri oggi lo stesso ex-sindaco qualcosa ha detto alla Provincia Pavese. Su quale ruolo il centrosinistra intende attribuirgli, beh, la questione è controversa e di difficile lettura. Si potrebbe partire da un fatto quasi certo: l'ipotetica Lista Veltri, insieme a Rifondazione, può anche arrivare a rappresentare il 10 per cento dell'elettorato. Una percentuale che si traduce in un: «Senza di noi non si governa». O si vince. C'è poi da dire che, nel bene e nel male, il nome di Elio Veltri non è ignoto alla maggior parte dei pavesi mentre lo è quello dei potenziali candidati sindaci di cui si parla in queste ore. E cosi quando Veltri propone le «primarie» per scegliere il candidato del centrosinistra, nei Ds e nella Margherita c'è chi teme, e forse a ragione, in possibili sorprese.
A questi aspetti ne va aggiunto uno non secondario: la presenza in consiglio comunale del gruppo civico del Nuovo Ulivo. I tre consiglieri (Vittorio Pozzi, Bruno Solerte e Vincenzo Vigna) sono stati recentemente scomunicati dalla Margherita e i rapporti con la maggioranza restano, ad essere clementi, tesi. «Sono fuori», è stato l'anatema lanciato nei loro confronti dopo l'ultimo scontro in consiglio comunale. Come dire: fuori da centrosinistra sono nessuno. L'affermazione ha, politicamente, una parte di verità. Solerte, Pozzi e Vigna difficilmente potrebbero mettere in piedi una campagna elettorale convincente nel nome di una lista civica. Ma se questa lista civica fosse capeggiata da Elio Veltri... allora tutto cambierebbe. Uno scenario che nessuno ha voluto ancora affrontare, ma ora Veltri ha gettato il sasso nello stagno già agitato per conto suo del centrosinistra. E se qualcuno il programma elettorale lo ha già scritto, se qualcuno il candidato lo ha già scelto, forse dovrà rivedere i suoi progetti. E fare i conti, appunto, con il ritorno di Elio Veltri. Gradito o meno che sia. (f. ma.)