Mafia, processo a Cuffaro

ROMA.Rinviato a giudizio per favoreggiamento di Cosa Nostra e rivelazione di segreti d'ufficio Salvatore Cuffaro, governatore della Regione Sicilia, dell'Udc. E' caduta, all'esame del giudice dell'udienza preliminare, l'ipotesi di reato di concorso in associazione mafiosa per la quale, un anno fa, Cuffaro ricevette un'informazione di garanzia. Rinviate, insieme con il governatore, altre 12 persone. Tutti saranno processati a febbraio. L'inchiesta che si è cosi conclusa è quella sulle talpe alla direzione distrettuale antimafia, per la quale sono in carcere i marescialli Giorgio Riolo, dei Ros dei carabinieri, e Giuseppe Ciuro, della Direzione investigativa antimafia, oltre che Michele Aiello, proprietario di una clinica e ritenuto un prestanome del boss Bernardo Provenzano. La clinica di Aiello, ritiene la procura di Palermo, era il centro dove passavano informazioni riservate che favorivano la latitanza e gli affari dei mafiosi.
Il governatore Cuffaro - di cui tutta l'opposizione siciliana e nazionale ha chiesto le dimissioni come «dovere morale» - era stato al centro delle indagini dei carabinieri di Palermo per diverse fughe di notizie riservate. Informazioni passate attraverso di lui e attraverso il deputato regionale dell'Udc Antonio Borzacchelli, un ex carabiniere agli arresti domiciliari a suo tempo arrestato in una delle prime fasi dell'inchiesta, insieme con il medico Salvatore d'Aragona e l'ex assessore del Comune di Palermo Mimmo Miceli. Di fronte ai giudici, oltre a Cuffaro, ci saranno Michele Aiello, accusato di associazione mafiosa, i marescialli Riolo e Ciuro, ancora detenuti e rinviati per concorso esterno in associazione mafiosa, Giacomo Venezia, funzionario di polizia, Antonella Buttitta, ex segretaria del pm Domenico Gozzo, altri politici,imprenditori e funzionari pubblici. (a.g.)