«Sotto il Malvestito, niente» Il record 8 anni fa al Cagnoni

VIGEVANO.La compagnia «I martelloni» nasce nel 1956 per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo Cairoli e dell'istituto tecnico Casale. Il primo spettacolo, pensato per prendere in giro gli insegnanti, va in scena sul palco dell'oratorio Immacolata. Nel 1958, allora ventenni, si spostano al Cagnoni dove realizzano il record di biglietti venduti: «1.059 - ricorda Angelo Firpo -. Allora le norme sulla sicurezza erano meno restrittive e c'era la gente in piedi nei corridoi». Da allora hanno realizzato una decina di spettacoli, anche se l'attività riprende a pieno ritmo solo nel 1975: «L'Aias aveva chiesto ad alcuni soci del Lions club i fondi per pagare i dipendenti, allora pensammo di far rinascere la compagnia - dice Firpo -. Poi l'Aias si arrangiò, ma ormai avevamo rimesso in moto la macchina e continuammo». I soci del Lions furono i primi bersagli. L'unica costante è stata l'attività benefica, soprattutto a favore della Life, l'associazione per la prevenzione dei tumori. Nel 1996, con «Sotto il Malvestito niente», i Martelloni riempiono il Cagnoni per 15 sere consecutive. «Abbiamo incassato - aggiunge Firpo - più di quella stagione del Cagnoni, che aveva in calendario 25 repliche». I vigevanesi sono il tema dei loro monologhi e delle canzoni. Una delle più famose («La polenta») è dedicata alle farmacie e si basa sull'equivoco tra i lassativi e le ricette per la polenta. «Volevamo fare una canzone sui negozianti della piazza e l'unica certezza era la 'sciura" Cagnola. A quel punto abbiamo preso le pagine gialle e ci siamo concentrati sulle farmacie». Resta incompiuta invece una canzone dedicata agli evasori fiscali, sulla musica di «Ma come fanno i marinai». Anche i Martelloni hanno dei limiti.