Guerra dei sessi al Senato Bloccata la quota «rosa»
ROMA.Guerra dei seggi o guerra dei sessi? La questione scuote Palazzo Madama, dove i senatori sono in fibrillazione per colpa della legge sulle quote rosa, che assegna alle donne almeno un terzo dei seggi nelle liste elettorali e rischia di far restare a casa molti di loro. E' questo il motivo che ha indotto la commissione Affari Costituzionali del Senato a una «pausa di riflessione» sul disegno di legge. D'accordo fino a che si è tratto di discutere del principio astratto, i senatori hanno bruscamente cambiato idea sull'opportunità del provvedimento quando si sono accorti che, in caso di approvazione, molti non avrebbero potuto neanche presentarsi alle prossime elezioni. La legge è congegnata in modo tale da riservare alle donne almeno un terzo dei posti in lista, e punisce i partiti che trasgrediscono la norma bloccando i rimborsi elettorali. Ma al Senato gli eletti nei collegi uninominali sono in stragrande maggioranza uomini: la legge si abbatterebbe come una mannaia sulle speranze di ricandidatura di un centinaio di senatori del sesso forte. Il relatore, il forzista Lucio Malan, subissato dalle proteste dei senatori che vedono il posto a rischio, ha ottenuto uno stop della commissione.