MA LA STORIA NON LO ASSOLVERA'
E' aperta ormai la successione ad Arafat come leader del popolo palestinese. Al di là delle condizioni di salute del presidente della Anp, questa battaglia è in corso da tempo. Il fatto è che l'autorità che Arafat si appresta a lasciare in eredità è estremamente ridotta. Dalla tragedia umana e politica di Arafat può però scaturire una grande opportunità per i palestinesi. Il percorso obbligato in questo senso prevede elezioni più o meno democratiche all'interno del movimento di Al Fatah, prima, e poi per le istituzioni dell'Autorità nazionale palestinese oggi in macerie. I palestinesi hanno urgente bisogno di un nuovo presidente sufficientemente radicato nei territori e spendibile nelle relazioni con Israele e con il resto del mondo. Se si dovesse arrivare a questo obiettivo nel giro dei prossimi mesi, il rilancio di concreti negoziati di pace per la formazione di uno Stato palestinese indipendente accanto ad Israele non sarebbe più un'utopia. Arafat ha scientemente bloccato ogni tentativo di democratizzazione e di riforma dell'Autorità nazionale palestinese nel senso della trasparenza e della correttezza. I palestinesi hanno sperimentato in questi anni sulla propria pelle la devastante corruzione del gruppo di «governanti» riunito intorno all'anziano presidente. Una delle più immediate necessità per qualsiasi leadership palestinese è quindi il riordino di ciò che resta delle strutture amministrative in modo da rilegittimare una Anp quando mai impopolare. Ciò anche per recuperare terreno nei confronti di Hamas e di altre organizzazioni islamiche radicali che hanno stabilito un proprio sistema di welfare nei territori, dal quale trae fra l'altro alimento anche il terrorismo. Ma forse è già tardi. La causa palestinese appare sempre meno una lotta di indipendenza nazionale e sempre più una bandiera dei jihadisti. La storia giudicherà Arafat. Difficilmente lo assolverà. La sua parabola politica si è rivelata disastrosa. Il popolo palestinese vive tuttora sotto occupazione, in disperate condizioni economiche ed ambientali, senza prospettive di una pace duratura e percorso da conflitti intestini al limite della guerra civile. Una condizione tale da rendere del tutto plausibile l'idea di alcuni leader israeliani di impedire di fatto la nascita di una Palestina indipendente: un Israele forte e sicuro che mantenga il controllo diretto o indiretto dei territori occupati. Di tutto questo Arafat porta una fondamentale parte di responsabilità.