«Budapest non voleva la crisi»



«Noi avevamo dato segni di flessibilità - dice un influente diplomatico ungherese a Bruxelles - il nostro Paese è uno dei dieci ultimi arrivati nella Ue e non volevamo una crisi». Il Commissario ungherese designato, Laszlo Kovacs, è stato bocciato dalla Commissione del Parlamento europeo perchè poco informato sulla sua materia, l'energia, e sull'Unione europea in generale. «Se a noi fosse stato dato modo di fare un passo indietro - dice il diplomatico - si sarebbe rotto il fronte dell'intransigenza e altri Paesi i cui Commissari sono stati messi sotto tiro dal Parlamento avrebbero potuto seguirci senza perdere la faccia. Molto probabilmente, Barroso e Buttiglione hanno puntato fino all'ultimo sul fatto che il Parlamento di fronte ai governi ha sempre ceduto. E invece, questa volta ha mostrato i muscoli - dice - era ora che desse un segno di autonomia. Da qui in avanti, sarà più difficile per i governi influire sulle decisioni degli eurodeputati del proprio paese. Ci ha guadagnato la democrazia».
(Alfredo Betti)