Pronto soccorso, pugno duro

PAVIA. «Adesso basta: non voglio più sentire altre vicende di bimbi costretti a lunghe attese». Luigina Zambianchi, direttore sanitario aziendale, lancia un messaggio ai dipendenti dell'ospedale: in particolare a quelli coinvolti nella gestione del pronto soccorso del S. Matteo.
Una presa di posizione forte, resa pubblica dopo la lunga riunione (durata oltre tre ore) svoltasi ieri in direzione sanitaria. Un vertice convocato dopo l'ennesimo caso (raccontato da un padre in una lettera alla «Provincia pavese») di una bambina di 9 anni costretta ad aspettare 6 ore prima di ottenere la diagnosi di frattura del metacarpo sinistro e la relativa radiografia. «Qui entrano in ballo anche i comportamenti e le responsabilità dei singoli. D'ora in avanti, chi sbaglia paga».
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