Diffamazione, si alla riforma

ROMA.Con un voto bipartisan (330 si, 6 no e 20 astenuti), la Camera ha dato il via libera al testo che modifica il codice penale in materia di diffamazione a mezzo stampa: i giornalisti non rischieranno più il carcere, restano solo le pene pecuniarie. Chi commette il reato di diffamazione a mezzo stampa sarà condannato al pagamento di una sanzione fino a 30mila euro. Per l'ingiuria, invece, è prevista una multa fino a 3mila euro, che può arrivare fino a 10mila se, diffamando, viene attribuito un fatto determinato. Se il giornalista rettifica la notizia non è punibile. Passa poi la norma 'salva-Iannuzzi": se la condanna al carcere non è ancora eseguita prima dell'entrata in vigore della legge o se è in corso di esecuzione, la reclusione è convertita in pena pecuniaria.
Solo Rifondazione si è astenuta. «Da oggi - ha detto la diessina Anna Finocchiaro - il Parlamento dà vita a una una disciplina moderna che garantisce la libertà d'informazione ed il diritto all'onorabilità della persona». I Ds ritengono però il testo «migliorabile» al Senato. Per il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi la legge è «un passo in avanti», ma occorrono modifiche.