«Il sogno di Altiero Spinelli»
BRUXELLES.Maria-José Martinez Iglesias è responsabile della Commissione giuridica del Parlamento europeo. In questa veste ha partecipato alla Costituente di Valery Giscard d'Estaing collaborando da vicino con Giuliano Amato.
Signora Iglesias, il 29 ottobre, a Roma, i Capi di Stato e di governo dei 25 Paesi dell'Unione firmeranno la prima Costituzione europea. Un sogno che si avvera e che neanche i vecchi padri fondatori della Comunità europea cinquanta anni fa avrebbero potuto immaginare.
«Forse i padri fondatori no, ma uno come Altiero Spinelli che è stato un quasi fondatore lo ha immaginato benissimo nel suo progetto del 1984. Altri hanno ritenuto la Costituzione un sogno lontanissimo, quasi un'utopia».
Questa nuova supercostituzione che nella maggior parte dei casi va a sovrapporsi alle Costituzioni nazionali già esistenti potrebbe creare conflitti giuridici ad esempio in Paesi come l'Italia, la Spagna, la Francia o la Germania?
«No perchè con la Costituzione non cambierà nulla rispetto alla situazione attuale in cui nell'Ue le regole sono fissate dai Trattati, da quello di Roma a quello di Nizza, che sono già una Costituzione de facto ma che non lo sono nel senso formale. La formalità verrà acquisita con la Costituzione».
In Italia, la maggioranza al governo sta cambiando il volto della Costituzione nata con la Repubblica. A suo avviso i radicali cambiamenti che sono già stati approvati dalla Camera potrebbero entrare in conflitto con la Costituzione europea?
«Siamo di fronte ad un fatto nuovo che non ha precedenti perchè le costituzioni nazionali esistevano già prima dei Trattati. Ora in Italia potrebbe succedere il contrario che un nuovo testo costituzionale venga varato dopo i Trattati. Se vi saranno discrepanze con la Costituzione europea, che è prevalente sugli ordinamenti dei Paesi, dovrà occuparsene prima la Corte Costituzionale poi se il caso la Corte di giustizia dell'Unione europea».
Il difficile per la Costituzione verrà dopo la firma poichè per entrare in vigore dovrà essere approvata da tutti e venticinque i Paesi dell'Unione. In Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna si è già parlato di consultazione popolare. Pensa che la Magna Charta europea possa passare l'esame dei cittadini?
«Io credo di si, sono ottimista anche se probabilmente molta gente non è d'accordo con me. Ogni volta che ci sono state modifiche ai Trattati ci sono stati problemi che sono stati tutti superati. Il Trattato di Maastricht ha cambiato radicalmente l'Unione europea, molto più della Costituzione è stato accompagnato da polemiche terribili ma alla fine è stato approvato. L'esperienza ci dice che quando i Capi di Stato e di governo hanno firmato l'approvazione seguirà».
Mettiamo il caso che venisse bocciata?
«C'è una clausola per cui in questo caso se ne occuperà il Consiglio europeo, cioè il Vertice dei Capi di Stato e di governo».