Obiettivi non colpiti perché troppo protetti

ROMA.Prima degli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi e poi, ancora, dopo aver colpito il collaboratore dell'ex ministro Bassolino, ci furono da parte delle Br inchieste abbastanza avanzate nei confronti di obiettivi ai quali però rinunciarono perché il rischio della «non riuscita dell'azione» era troppo elevato. Gli obiettivi, almeno due, erano stati messi sotto osservazione a Milano e Firenze. A questa conclusione sono arrivati gli esperti dell'antiterrorismo che stanno analizzando l'archivio delle Br dopo che Cinzia Banelli - la brigatista pentita in carcere a Sollicciano - ha fornito le tre password per accedere ai file che contengono appunti, nomi, indirizzi, oltre al lavoro di pedinamento e schedatura.
Quello a cui si sarebbero, in sostanza, trovati di fronte gli investigatori, nel lavoro di lettura delle oltre 50mila pagine dell'archivio, sarebbe una vera e propria rinuncia a colpire i due obiettivi. Intanto dagli archivi continuano a emergere nuove schede. Una riguarda l'attuale presidente della commissione Ue Romano Prodi, contenuta in un file recuperato dal computer del brigatista Roberto Morandi che si apre con la scritta «Archivio-10/3/96». Il file contiene un'altra corposa raccolta di schede su decine di personaggi politici, militari, esponenti dell'economia e della finanza.