Un impianto pilota alla Oxon

MEZZANA BIGLI.E' la via di mezzo tra due estremi: il tradizionale laboratorio di ricerca con provette e burette chimiche e l'impianto produttivo vero e proprio. Si tratta di un impianto-simulatore che possiede tutte le caratteristiche in scala ridotta dei veri reattori e le particolarità in grande scala del laboratorio di ricerca. E' stato realizzato alla Oxon Italia con un intervento di oltre 7,5 milioni di euro ed è qui che la grande azienda chimica lomellina studia, progetta, identifica nuove molecole da produrre poi sugli impianti tradizionali. La simulazione di ciò che poi verrà traslato in grande sugli impianti produttivi dell'azienda è completa e consente di approcciare la ricerca con una visione di scala molto vicina al reale. Dalla direzione della Oxon, nel presentare l'innovativo impianto-pilota, confermano: «E' significativo constatare quanto questa operazione rientri in un progetto che consente di investire in tecnologie avanzate ed innovative». In un momento in cui il settore chimico tende a 'disinvestire" in Italia, la Oxon insomma guarda al futuro del territorio lomellino con iniziative di cosi alto valore specifico.
L'impianto-pilota è stato costruito con ingegneria italiana mettendo a frutto le conoscenze e le esperienze maturate nelle aziende del gruppo Oxon. E' nato grazie a mano d'opera esclusivamente locale ed è oggi gestito da tecnici in forza all'azienda di Mezzana Bigli: insomma un gioiello di tecnologia e di sperimentazione fatto in casa. Anche agli occhi del consiglio di fabbrica e delle forze sindacali rappresenta la riaffermazione della volontà di investire localmente, proprio in un momento in cui l'industria italiana in genere tende a trasferirsi dove il lavoro costa meno.
Quali i reali scopi dell'impianto-laboratorio della Oxon? Attraverso la ricerca sul campo si vuole trovare nuovi prodotti appetibili sul mercato nazionale ed estero e le nicchie ancora da esplorare, secondo un'attenta analisi della Oxon stessa, sono costituite dai settori farmaceutico ed agricolo. L'impianto ha già dato impulso ad alcuni progetti importanti che si caleranno presto nella realtà produttiva degli impianti tradizionali. Quali essi siano non è dato sapersi: tutto è top-secret, ma l'investimento conferma quanto efficace appare questo sistema di sperimentazione.
Non a caso la Oxon ha allargato notevolmente la sua sfera produttiva: oltre ai principi attivi per fitofarmaci per l'agricoltura (75% del suo fatturato), sta anche producendo intermedi di chimica-fine per i settori medicale, fotografico, elettronica (25%). E dal simulatore si attendono ora nuovi decisivi sbocchi di mercato.
Paolo Calvi