Torna "Gaia, il pianeta che vive" con la scienza vista dalla parte della Terra
ROMA. L'Arco di Costantino ha più cose da dire di Costantino o almeno è quello che si augura Gregorio Paolini, autore del programma di divulgazione scientifica condotto dal geologo Mario Tozzi, 'Gaia, il pianeta che vive", di nuovo in onda su Raitre da domani (alle 21). «C'è una memoria del pianeta antichissima, lontanissima, che cerchiamo di far emergere e attraverso la terra, le rocce, i mari raccontiamo tutto quello che c'è stato prima». Circondato da studenti nella sala del Planetario, il ricercatore del Cnr ha raccontato la quinta edizione del programma.
Un programma televisivo che sta «dalla parte del pianeta» spiegando perché questa trasmissione è diversa dalle altre. «Non pensavo di diventare un volto di Raitre - ha esordito Tozzi - sono tutt'ora prestato a questa cosa anche perché Gaia è faticoso, giriamo le immagini come se fossimo in diretta. Cerchiamo di portare a Gaia non il punto di vista dell'uomo, ma quello della terra».
Otto puntate in prima serata ed uno speciale monotematico, danno il via alla prima parte del ciclo, mentre altri otto appuntamenti sono in fase di realizzazione e andranno in onda nel 2005. Dai mari ai deserti, dalle modificazioni ingenerate dalla mano umana all'età dell'oro, dai cambiamenti climatici agli effetti delle guerre sulla natura, fino alle influenze delle culture orientali (come quelle degli arabi in Sicilia), Gaia esplora la terra tra passato e presente, percorrendo un viaggio tra natura, le civiltà, la storia e le attuali condizioni di salute del pianeta. «Quest'anno abbiamo lavorato ad allargare un po' lo sguardo - ha aggiunto Paolini - parliamo dei mari e soprattutto delle modificazioni che stiamo portando alla scienza, all'uomo stesso, alle piantagioni. Per rendere queste cose interessanti e forti dal punto di vista delle immagini, abbiamo trovato un modo efficace. Forse l'Arco di Costantino ha cose più interessanti da raccontare di Costantino e attraverso il mezzo televisivo vogliamo farlo vedere».
Il mare, gli abissi e le navi, sono i protagonisti della prima puntata. Mentre nella seconda, prendendo spunto dal film di Roland Emmerich 'The Day after Tomorrow" che con i suoi effetti speciali ha costruito uno scenario catastrofico, una nuova era delle glaciazioni, Tozzi cerca di spiegare quanto le ipotesi evocate nella pellicola siano attendibili da un punto di vista strettamente scientifico. Lo speciale di Gaia, in onda l'11 dicembre invece, affronta piuttosto attuale: quello dei rifiuti.
«Siamo gli unici animali - conclude il ricercatore del Cnr - che producono rifiuti non riciclabili. Produciamo 1,5 chilogrammi di spazzatura a testa e non è un problema che risolviamo buttando il sacchetto nel cassonetto». Infine, torna la rubrica 'Amici di Gaia". Un filmato dedicato agli animali, doppiato da personaggi dello spettacolo chiude ogni puntata. Dopo Neri Marcorè, Fabio Fazio, Antonell aClerici, Lillo & Greg, i primi a prestare le proprie voci per i documentari sono Paola Cortellesi e Giovanni Floris.
Annalisa D'Aprile