Milan-Inter, derby irresistibile

IL MILAN è secondo in classifica dietro la Juventus esempre di più Shevchenko-dipendente, come ha dimostrato la fatica di mercoledi a San Siro contro il Barcellona in Champions. L'Inter è un po' più dietro, ma è in grande spolvero dopo il match di Valencia. I nerazzurri hanno Adriano nel motore, ma l'impressione è che il resto della squadra funzioni meglio attorno all'Imperatore di quanto non facciano i rossoneri di oggi attorno all'ucraino. Per tutte e due, quindi, il derby di domenica sera sarà il prino esame di maturità. Mancini che forse ha ritrovato Vieri deve gestire il malumore del giubilato portiere Toldo. Inoltre nel derby non avrà Burdisso, quello che doveva fermare Sheva; risentimento muscolare. La Juventus, a +3 rispetto sul Milan, dovrà vincere domani sera (20.30) in casa del Siena se vuole mantenere il vantaggio. I dubbi di Capello ruotano soprattutto attorno a Del Piero, che è rientrato in coppa contro il Bayern Monaco ma senza brillare. La tentazione è quella di mandare in campo il fresco ed efficiente Zalayeta, ma il rischio di sovraffaticare lui e Ibrahimovic è notevole. Per il momento ci pensa Nedved a risolvere, ma il ceko ha un ginocchio che gli fa male. Male la difesa: il Bayern e il Messina hanno evidenziato crepe.
APPIANO GENTILE (Co). Adriano, il trascinatore. «Vincere in Champions League contro il Valencia è stato il modo migliore per preparare l'incontro con il Milan che ci attende domenica». Adriano ha ancora negli occhi la visione del pubblico del Mestalla che lo applaude e parla del 5-1 definendolo «una grande emozione, bella da condividere con tutta la squadra. So che sto facendo un buon lavoro e mi rendo conto che la gente se ne accorge. Voglio continuare su questa strada, di un momento come questo non si può che approfittare. In testa ho sempre una sola cosa, l'Inter. Ed è per questo che voglio lavorare di più e sempre meglio, per vincere in nerazzurro». Un commento Adriano lo riserva poi al capitano dell'Inter Javier Zanetti. «Voglio dire grazie a Zanetti per la grande giocata che ha fatto, mettendomi davanti alla porta e permettendomi di segnare. Javier è un grandissimo calciatore e la sua partita di Valencia, giocata per la squadra, lo dimostra». Materazzi ha già archiviato la partita di Champions per pensare al Milan. «La partita di Valencia è stata una grande impresa - afferma - un'immensa soddisfazione, anche perchè abbiamo messo sotto una squadra che fa del possesso palla la sua caratteristica migliore, e noi siamo riusciti a concedere veramente poco. Ora, però, c'è da pensare al derby e noi vogliamo vincerlo». L'Inter, secondo il difensore nerazzurro, è arrivata infatti a un bivio: deve dimostrare di essere veramente matura. «Anche se nel derby può capitare che non emergano i veri valori. La molla per entrambe le squadre, però, sarà non lasciar fuggire la Juventus». Domenica sera andrà quindi in scena un match spettacolare, prevede Materazzi: una gara in cui grandi protagonisti saranno Adriano e Shevchenko. «Due che fanno la differenza, visto che Adriano è in condizioni stratosferiche e Sheva vorrà farsi notare anche per conquistare il Pallone d'Oro». Mancini ha portato qualcosa di nuovo e diverso nella gestione del gruppo? «Si gioca in 11, è difficile che siano contenti sempre tutti e 30 i componenti della rosa. Abbiamo un campione d'Europa, e mi riferisco a Karagounis, che mi fa tenerezza perchè non gioca». E l'esclusione di Toldo? «Fontana è in gran forma, è vero, ma Toldo ha comunque sempre fatto bene. Non credo quindi che un solo uomo possa fare chissà quale differenza. La maggiore tranquillità arriva dal fatto di avere un incontrista davanti alla difesa (Cambiasso, ndr) che riesce a proteggerci. E' però chiaro che stare fuori non piace a nessuno: nemmeno a Toldo». Anche il presidente Facchetti interviene su questa vicenda. «All'Inter il caso Toldo non è mai esistito - ha detto - Come ha già detto Mancini, l'avvicendamento con Fontana rientra nella assoluta normalità. Il derby? Ho detto alla squadra di dimenticare Valencia».