Dj, sovrano della notte
Il re delle discoteche è sicuramente il Dj, oggi non più effimero personaggio di contorno ma professionista emergente con tanto di immagine, ruolo e riconoscibilità ben distinti. Artista a tutti gli effetti dunque, e oggetto di interviste giornalistiche, copertine sui più importanti newsweek e, soprattutto, ingaggi faraonici anche di breve durata come ospite nelle discoteche più alla moda. Lo status di superstar per i Dj più affermati è evidenziato da quelle piccole grandi attenzioni che, di solito, vengono riservate ai divi del rock: inviti ai party più esclusivi, viaggi in mini-jet privato e cosi via. Vedi l'esempio di Jeremy Holey uno dei più celebri, forse il 'più celebre" dei virtuosi del mixer inglese, che non si sposta per meno di 20 milioni a serata, oppure il nostro Claudio Coccoluto, nominato anche dalla rivista londinese 'Dj Magazine"; la stessa che organizza ogni anno, grazie ad un sondaggio aperto ai lettori, una famosa e acclamata classifica, e che ha proclamato campione del mondo dei Dj Carl Cox (ribattezzato subito per l'occasione King Cox).
L'idea di un sondaggio nasce dal fatto che la musica dance parla ormai un linguaggio universale, comprensibile ai teen-ager di tutto il mondo. Fa parte di una sorte di villaggio globale che ha azzerato qualsiasi frontiera geografica e dove i Dj diventano a questo punto parte di una famiglia internazionale.
La passione del Dj diventa vera e propria professione quando l' impegno della discoteca si trasferisce in sala di incisione, come produttore ed arrangiatore di dischi e spesso con buoni risultati; vedi per esempio Daniele Davoli, che nel 1990 con 'Ride on time" realizzò il singolo più venduto in Gran Bretagna, oppure Robert Miles, che grazie all' incalzante base dance 'Children" ha praticamente sbancato i negozi di dischi vendendo più di tre milioni di dischi in tutto il mondo. E ancora: oggi i disk-jockey si differenziano e si dividono in categorie. Ci sono gli affabulatori radiofonici come Linus e Albertino, poi i topi di studio come Joe Vannelli, capace di passare ore e ore alla ricerca dell'effetto giusto, Ralf, il mago dell'underground, Rick Leroy, con le sue sonorità progressive, Alex Natale, Francesco Zappalà, Franck O' Moiraghi, Giancarlo etc., tutti bravissimi e pagatissimi. I Dj parlano ai fan con sguardi, movenze, ammiccamenti. Ma esiste anche un vocabolario di poche e semplici parole chiave, per intendersi tra la consolle e la pista. Parole quali: Cutting: tecnica di mixaggio con due copie dello stesso disco per produrre loop sonori o modificare il disco conosciuto alterando il ritmo. Flyers: si chiamano cosi i biglietti d'ingresso per le serate in discoteca. Coloratissimi e in slang da addetti ai lavori. Mixtape: e la cassetta mixata desiderata da tutti, superduplicata a catena fino ad alterarne volutamente l' equilibrio tra fruscio e suono. Quick-mix: è l' arte di mixare senza cuffie, avendo come punto di riferimento l' etichetta del disco segnata con colori fluo. Scratch: tecnica di manipolazione del vinile con il braccio del giradischi. Toasting: significa inserire nella tradizione ritmica giamaicana suoni più veloci.