«Per quella vetrina spaccata la Lega non c'entra proprio nulla»
PAVIA. La vicenda della vetrina infranta alla macelleria islamica si ammanta di giallo. Il titolare dell'esercizio commerciale e alcune associazioni di immigrati avevano denunciato la presenza di volantini davanti al negozio e nelle caselle postali dei residenti. Volantini che, avevano detto, portavano la firma della Lega. Ma la Lega Nord non solo prende le distanze da quanto accaduto ma ribadisce a chiare lettere la sua estranietà.
Ecco i fatti. Nella notte tra venerdi e sabato qualcuno lancia un sasso contro la vetrina della macelleria. Il gestore, Alfredo Ale, 42 anni, egiziano scopre il danno il mattino seguente. E sabato alcuni condomini della 'galleria" trovano volantini della Lega che denunciano una situazione di degrado: «Continue risse, bottiglie di vino e birra spaccate contro le colonne da parte dei punk, parcheggio selvaggio da parte dei clienti dell'esercizio commerciale...».
Peccato che - assicura Marco Centinaio, segretario cittadino della Lega Nord - quei volantini siano stati distribuiti a partire dalle 15.30. E la vetrina sia stata rotta di notte. «Siamo stati noi a portarli casa per casa - dice - Ma non certo a rompere la vetrina. Da quanto abbiamo appreso l'atto vandalico è avvenuto la notte precedente. Si tratta purtroppo di una brutta concomitanza di eventi. Ci spiace soprattutto che chi ha letto il volantino, che ha ben altri toni, abbia pensato potesse essere una rivendicazione. Questo è davvero grave. Io escludo che uno della Lega di Pavia possa aver compiuto un gesto simile. E se lo dovessi scoprire lo butterei subito fuori dal partito. Ma, ripeto, il nostro documento parlava di altro: del degrado in galleria che ci è stato segnalato più volte dai residenti e dai commercianti della zona. E ci chiedevamo, ma in modo retorico, se questo possa bastare per essere tacciati di razzismo». (m.g.p.)