I giornali (32 a 17) tifano per Kerry
NEW YORK. A meno di due settimane dalle presidenziali americane i sondaggi pre-elettorali sono impazziti. I dati si contraddicono a vicenda e sembra diventato impossibile trovare «campioni» di americani rappresentativi di chi effettivamente andrà a votare il 2 novembre. L'ultimo sondaggio fornito da Zogby dà in parità al 45% i due candidati. Lo stesso risultato del giorno precedente mentre soltanto sabato scorso Bush era in vantaggio di 4 punti. Sostanziale testa a testa anche nel sondaggio di Cbs-New York Times dove il presidente viene dato al 47% contro il 45% di Kerry, ma con un margine di errore del 4%. E comunque non è il voto popolare che conta bensi la distribuzione del voto negli stati, attraverso cui ottenere la maggioranza dei collegi elettorali.
Almeno un dato tuttavia è affidabile: il democratico John Kerry è in posizione di vantaggio rispetto a George W. Bush per quanto riguarda il numero di quotidiani Usa che ufficialmente appoggiano la sua candidatura. A tutt'oggi sono trenta i giornali che hanno pubblicato editoriali con i quali si sono schierati con Kerry. Bush invece ha ottenuto l'appoggio solamente di diciassette testate. Ma per il senatore democratico non è solamente una questione numerica bensi anche di tiratura: fra i grossi giornali americani sono più quelli che sponsorizzano l'elezione di Kerry che non la riconferma di Bush per altri quattro anni.
Su questo fronte domenica scorsa è stata una giornata importante per il senatore del Massachussetts. L'importante New York Times, punto di riferimento di tutti i mass media statunitensi, ha pubblicato un editoriale dal titolo inequivocabile 'John Kerry for President". E lo stesso giorno si sono espressi a suo favore anche il San Francisco Chronicle, il Boston Globe e altri quattro quotidiani della California.
Domenica però è stato un giorno positivo anche per Bush. A favore dell'attuale capo della Casa bianca si sono schierati il Chicago Tribune, l'Arizona Republic e il Dallas Morning News, oltre al principale quotidiano del Colorado e a quello dell'Indiana. Ma non tutte queste testate hanno usato termini entusiasti nei confronti del presidente. L'Indianapolis Star, per esempio, ha definito ambedue i candidati 'poco soddisfacenti" mentre il Tribune di Chicago ha messo in dubbio l'operato di Bush. «Negli ultimi quattro anni ci sono molte cose che il presidente avrebbe potuto fare in modo differente. Ci sono lezioni che dobbiamo imparare e ci sono motivi per raccomandare sia uno che l'altro dei due candidati». Alcuni giorni fa il prestigioso Wall Street Journal si era schierato con Bush, una presa di posizione ampiamente prevista poichè riflette la tradizionale alleanza fra il mondo della finanza e i repubblicani. Sorpresa invece in Florida dove il quotidiano di Tampa si è espresso in modo completamente diverso a come si pronunciò quattro anni fa. Allora appoggiò Bush senza riserve mentre quest'anno esprime disappunto e afferma che «non ci uniremo al coro di quotidiani conservatori che spingono per la rielezione del presidente».
La presa di posizione del quotidiano di Tampa è particolarmente dannosa per Bush poichè la Florida è uno degli stati in bilico, necessario per aggiudicarsi la Casa Bianca. Ed è proprio in questo stato dove la legge permette agli elettori di votare prima del 2 novembre. I seggi sono già aperti e molti cittadini hanno già votato. Ma in certe contee il voto è stato temporaneamente sospeso a causa di inconvenienti con i computer. Soprattutto nella contea di Broward (che scatenò un putiferio quattro anni fa a seguito di irregolarità) ci sono moltissimi ispettori.