Nunzia: «Ne ho cresciuti cinque e li adoro tutti»

PAVIA.Al telefono dice l'età un po' riluttante, ma a sentir parlare Nunzia Di Bitonto quei settant'anni anni sembra proprio non sentirli. Tanto più quando parla dei nipoti, la voce diventa proprio squillante nel citare tutti i cinque nomi: Bartolomeo, di venticinque; Savino, di ventitre; Alessandro, di diciassette: Melissa, di quattordici e Angelica di undici. Tutti ormai grandi: «Adesso si - risponde lei - però li ho cresciuti tutti. Del resto i genitori lavoravano. La loro occupazione li portava a far tardi la sera, cosi i nipoti finivano per stare con me giorno e notte». E lo dice con aria soddisfatta come se per lei fosse stato un regalo e non un impegno.
Nonna Nunzia ha sempre fatto la casalinga, è arrivata a Pavia nel 1979 per seguire i suoi quattro figli che si erano trasferiti in città per lavoro: «Non sapevo stare senza figli - dice - Piangevo tutto il giorno. Stare senza nipoti? Figuriamoci, a quello non ci penso neppure». Inutile chiedere se ha qualche preferenza tra i suoi 'ragazzi": «Per me sono tutti uguali. Sono bravi tutti. Come dice mio marito: non bisogna fare parzialità con nessuno e io, fino a questo preciso momento, non posso dire di aver fatto differenze nè con i miei quattro figli nè con i nipoti». Con i nipoti grandi c'è il desiderio di diventare bisnonna? «Non lo so, sicuramente mi piacerebbe - risponde -. Ma la gioventù di oggi è diversa da noi. Prima ci vuole il lavoro, la casa. Io comunque non mi ci metto in mezzo, devono decidere loro».