«Niente allarmismi sul prezzo del riso»


SANNAZZARO. Ha scritto al ministro Gianni Alemanno per manifestare la preoccupazione del mondo agricolo su una possibile riduzione del dazio all'importazione del riso extraeuropeao, ma il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, vuole tranquillizzare i risicoltori: «Potrebbero anche essere ritoccati i dazi, ma certamente non domani mattina. L'allarmismo di alcuni agricoltori che sono spinti a vendite esagerate non ha davvero senso».
Nei giorni scorsi erano state segnalate vendite di grandi partite di riso. Sulla base di questi dati (vedi la Provincia pavese del 15 settembre) le associazioni agricole lanciavano l'appello a non svendere il prodotto.
Svendite che, invece, sono proseguite. L'allarme è legato alle voci sulla riduzione dei dazi all'importazione dai paesi extra Ue, che renderebbero più concorrenziale il riso prodotto negli Stati Uniti, in Cina e nel sud-est asiatico.
«La riforma della Ocm (l'organizzazione comune di mercato), del riso è stata adottata perché ci trovavamo di fronte alla necessità di portare il prezzo del riso comunitario a livello di quello straniero. Adottando il principio dell'invarianza del reddito dell'agricoltore, si decideva di sostenere il reddito dei produttori», spiega l'onorevole de Ghislanzoni. Cosi è accaduto che il prezzo del riso, dal primo settembre scorso è passato da 298 euro, a 150 euro per una tonnellata.
Nello stesso tempo gli aiuti sono passati da 52 a 177 euro la tonnellata di riso prodotta. Per gli amanti dei numeri il presidente della commissione Agricoltura spiega che, considerando una resa di 6,04 tonnellate di riso per ettaro, si è passati a un contributo di 1.069 euro per ettaro.
Il coltivatore guadagna di meno dal prezzo del riso, ma ha maggiori contributi. «Il problema, forse, è di tipo psicologico - prosegue de Ghislanzoni -, la preoccupazione degli agricoltori è quello di vedere il prezzo del riso a 17-18 o venti euro, molto inferiore rispetto a prima. Ma questi sono i prezzi che ci sono nel mondo e non era più pensabile mantenere il prezzo del riso artificialmente alto. Il reddito agli agricoltori è garantito, è in linea con quello degli anni passati. Per alcuni, che producono qualità interne, come il Baldo, va ancora meglio, perché al mercato strappano ancora un prezzo di 24-25 euro».
L'onorevole dà ragione alle associazioni agricole che hanno fatto appelli a non vendere: «E' ovvio, se troppa merce finisce sul mercato, i prezzi si abbassano. Bisogna coordinarsi con i consorzi di vendita e le associazioni professionali».
L'Ocm riso è cambiata il 30 luglio scorso, con un pronunciamento del consiglio dei ministri dell'agricoltura. Oltre al sostegno al reddito degli agricoltori veniva stabilito il dazio di 65 euro per il riso semigreggio e di 175 euro per quello lavorato. Fu un consiglio dei ministri agricoli particolarmente difficile e le misure a favore del riso passarono grazia a un solo voto di maggioranza (quello di Cipro). Ma contro quei dazi si sono subito scatenati i produttori statunitensi che hanno minacciato misure di ritorsione - in pratica altri dazi - soprattutto nei confronti di formaggi italiani (parmigiano e grana padano, in primis).
«Ho scritto la lettera al ministro Alemanno, sollecitandolo, perché in questi giorni in Europa è in atto il cambio della Commissione (con la partenza di Prodi e l'arrivo di Barroso, ndr.) e vanno fatte pressioni sui funzionari. I dazi all'importazione si possono anche rivedere, ma non potranno essere molto distanti dai 65 euro stabiliti. Se noi diciamo 65 e gli americani 10, non ci sediamo neppure al tavolo delle trattative». In pratica, una limatura dei dazi ci potrà anche essere, ma non sarà un abbassamento radicale. «Il dollaro basso non ci aiuta - prosegue de Ghislanzoni -, ma gli allarmismi sono esagerati. Come autore della proposta di riforma dell'Ocm posso garantire gli agricoltori che farò la massima attenzione per tutelare i produttori nel caso di un'eventuale proposta di modifica della politica agricola».
Tra l'altro dietro sollecitazione dell'onorevole de Ghislanzoni i risicoltori torneranno a fornire riso per gli aiuti umanitari. Il ministro Siniscalco ha ratificato venerdi l'accordo che riaprirà un canale di vendita, con la possibilià di guadagnare più di 36 milioni di euro agli agricoltori.
Uno dei perni su cui si fonda l'Ocm riso è l'accordo di filiera, l'intesa con i produttori. «Ora, con la situazione di mercato che abbiamo descritto, il prezzo del riso, sugli scaffali dei supermercati, dovrebbe diminuire. Si parla tanto di contenimento dei prezzi, ebbene, sul riso dovremmo vedere presto un calo. Questo mi aspetto dalla grande distribuzione».

Carlo E. Gariboldi