«Il biogas non va prodotto» E il Comune boccia ancora Fertilvita

CORTEOLONA. Nuovo no del Comune a Fertilvita. Questa volta l'opposizione dell'amministrazione riguarda la richiesta della società di realizzare un impianto per bruciare il gas prodotto dai biocubi stoccati nella discarica di Corteolona. Il punto della questione, secondo il sindaco Mario Poggi, è che quel gas non avrebbe mai dovuto formarsi. «Il biocubo - dice Poggi - era stato 'venduto" come prodotto innovativo essiccato: quindi non avrebbe dovuto fermentare. E di conseguenza, non si sarebbe dovuto formare il biogas. Di conseguenza, a partire dalla prima autorizzazione regionale del 1995 in poi, per i primi settori che si andavano colmando della discarica, non era stata imposta la rete di pozzi e di tubazioni atte a captare questa sostanza».
Secondo l'amministrazione, per fare questo è necessario «un sistema di aspiratori per portarlo, depurandolo, a gruppi di motori/alternatori». «L'utilizzo è poi sempre quello di produrre energia elettrica - aggiunge Poggi - come nel caso del termovalorizzatore. Energia che verrà venduta poi per otto anni all'Enel a prezzo cinque volte superiore a quello di mercato, sfruttando gli incentivi del governo». Ma non è questo il punto. «Il nocciolo della vicenda - prosegue - è che allo stato attuale, il gas che si forma nei settori iniziali si disperde nell'aria e nel terreno, danneggiando le radici agricole e provocando forse altri danni. Fertilvita proponeva inoltre di immettere dell'acqua nella discarica per accelerare la fermentazione e la produzione di gas. Ma questo non è stato approvato dalla Provincia, trattandosi di una modifica sostanziale che dovrebbe essere approvata dalla Regione. La società ha perciò deciso di limitarsi ad un impianto più piccolo, al di sotto di 3 Megawatt termici, per il quale le ultime leggi consentono di farlo senza autorizzazioni». Il sindaco, poi, polemizza con l'amministrazione provinciale e la Regione, alle quali ha scritto una lettera già prima dell'estate per chiedere un intervento. Lettera alla quale ancora non hanno risposto. In ogni caso, nel corso della conferenza dei servizi tenutasi all'inizio di ottobre, il Comune ha espresso il proprio parere negativo all'impianto «riservandosi qualsiasi possibilità di azione per difendere la popolazione che rappresenta».(g.s.)