Il leader islamico Bashir incriminato per la strage di Bali

ROMA.Per la magistratura indonesiana, dietro lo spaventoso attentato che, nell'ottobre di due anni fa, uccise a Bali oltre duecento turisti (soprattutto occidentali), c'è Abu Bakar Bashir, il capo religioso che ieri è stato ufficialmente incriminato dalla procura indonesiana.
Una incriminazione che è giunta a poche ore da quella, formulata venerdi, con cui Bashir (che si trova da qualche mese in stato di detenzione) è stato accusato anche di avere «firmato» l'attentato che, il cinque agosto dello scorso anno, fu compiuto contro l'hotel Marriot di Giakarta e che provocò la morte di dodici persone. Per questo secondo attentato, Bashir è stato accusato di avere spinto o comunque agevolato dei militanti islamici a compiere la strage.
A convincere i magistrati della Procura a incriminare Bashir anche il tenore di una conversazione avuta con uno dei principali accusati dell' attentato di Bali, Amrozi, 41 anni, soprannominato, per l' atteggiamento che ha tenuto durante tutta la durata del processo conclusosi con la sua condanna a morte, il «terrorista sorridente».
Nel corso della conversazione, Amrozi chiedeva a Bashir di essere autorizzato a fare «un avvenimento» a Bali. Dopo che Bashir aveva risposto che spettava a lui, cioè al terrorista, decidere cosa fare, avendo egli conoscenza diretta della situazione, Amrozi - secondo l' accusa - mise a segno l' attentato, per il quale 33 persone sono state già giudicate dalla magistratura indonesiana.
Di esse, tre (compreso Amrozi) sono state condannate a morte e quattro al carcere a vita. Per gli altri giudicati colpevoli, sono state inflitte condanne da tre a 16 anni di reclusione.