Articolo 18, Maroni accusa la Confindustria
ROMA. Sui licenziamenti, la Confindustria nega di essere ambigua. La modifica all'articolo 18, il famigerato e contestato articolo dello statuto dei lavoratori che prescrive «giusta causa o giustificato motivo» per allontanare un lavoratore, verrà stralciato dal Patto per l'Italia firmato da Cisl e Uil. E' sceso in campo direttamente il presidente Luca Cordero di Montezemolo(foto) , ieri, dicendosi d'accordo con i sindacati per stralciare qualsiasi articolo tenda a cambiare le norme, e ribadendo quanto detto sullo stralcio dell'articolo 18, il giorno prima in audizione al Senato, dal suo vice Bombassei.
Le due confederazioni, Cisl e Uil, avevano firmato nel Patto per l'Italia, che i dipendenti nuovi assunti in fabbriche che, passando da 15 a 16 o più lavoratori, devono attenersi allo statuto dei lavoratori, avrebbero fatto a meno della tutela dell'articolo 18. Per scongiurare un nanismo delle imprese che vorrebbero mantenere le mani libere. Ora tutte e tre le organizzazioni dei lavoratori si sono pronunciate per lo stralcio.
«La nostra posizione» ha detto Montezemolo «sull'articolo 18 è chiarissima. Basta leggere quello che ha detto ieri il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei al Senato». Il ministro del Welfare Roberto Maroni invece ha criticato il titolo di prima pagina del Sole-24 ore dedicato a Bombassei («Prendo atto dello stralcio...»), come se il governo avesse deciso di stralciare l'articolo. Maroni ha detto di non aver capito qual è l'opinione degli industriali «che al Senato dicono che vogliono mantenere l'art. 18 e addirittura vogliono renderlo permanente e poi in un comunicato affermano che 'le istituzioni ci hanno chiesto uno stralcio e quindi noi non ci opporremo'. E' come il dottor Jeckyl e mr. Hyde».
Maroni, in polemica con l'attuale dirigenza confindustriale, si dice «molto seccato» per un atteggiamento ambiguo «che cerca di far cadere sul governo responsabilità che il governo non ha».
Pronta la risposta di sindacati e Confindustria. Luigi Angeletti, segretario generale Uil, afferma di esser d'accordo con lo stralcio dell'articolo 18 dal testo firmato, mentre il senatore della maggioranza Luigi Fabbri fa eco alle preoccupazioni di Tommaso Zanoletti (Udc) chiedendo una riunione della maggioranza per decidere che cosa bisogna fare. E' evidente che lo stralcio dell'art. 18 significherebbe che lo Statuto non si tocca, almeno per ora. E la Cgil, che su questo ha fatto una campagna che le ha portato violenti dissapori con le altre due organizzazioni, può ritenersi soddisfatta. (a.f.)