Esercito turco: non consentiremo che i curdi prendano Kirkuk

ANKARA.In Iraq, come se non bastassero tutti quelli già aperti, potrebbe aprirsi un altro fronte di conflitto. Potrebbe essere al Nord, tra i curdi da una parte ed i turcomanni e gli arabi dall'altra per l'egemonia sulla città di Kirkuk che i curdi considerano «il cuore del Kurdistan» e dove stanno affluendo in massa per diventarne maggioranza. E Ankara, in questo caso - come ha avvertito il capo dei militari turchi, generale Hilmi Ozkok - non potrà restare a guardare con le mani in mano nemmeno per tema di rompere il suo processo europeo, che si svolge - come si sa - costantemente «sul filo del rasoio».
Ozkok ha lanciato, infatti, dopo un «vertice» con il premier turco Tayyip Erdogan, un chiaro e pesante avvertimento ai curdi nordiracheni, i quali, secondo lo stesso Ozkok starebbero commettendo il tragico errore di ritenere che Ankara, aspettando la data di inizio del negoziato dall'Unione europea, si trovi nella impossibilità di influenzare gli sviluppi in Nord Iraq (e cioè di intervenire in Nord Iraq, ndr) per non guastare suoi rapporti con Bruxelles. E starebbero perciò inviando a Kirkuk massicci gruppi di curdi al fine di cambiare la composizione etnico demografica della città petrolifera del Nord Iraq al fine di acquisirvi la maggioranza.
«Ankara non potrà tollerare un fatto compiuto a Kirkuk», è il forte messaggio che i militari turchi hanno fatto oggi trapelare. E secondo gli osservatori, c'è da prenderlo in parola. Anche perchè la Turchia è politicamente e strategicamente impegnata a difendere la popolazione turcomanna.