Arriva in aula la ‘truffa del grana'
PAVIA. Il capo d'accusa è riassumibile in una mastodontica truffa a base di formaggio grana. E' sulla base dell'articolo 640, infatti, che quattro persone si trovano a giudizio con l'imputazione di essersi spacciati per intermediari, avere acquistato da ditte produttrici grana per oltre 1 milione di euro ed avere fatto 'sparire" i camion con il ghiotto e prezioso carico. Ieri mattina si è tenuta l'«anteprima» del processo che entrerà nel vivo solo a marzo.
I due protagonisti di quella che, secondo la Procura, è una truffa protrattasi dal settembre 2001 all'aprile 2002, sono Giuseppe Uboldi, 56 anni e Marina Rimoldi, 49 anni, entrambi residenti in provincia di Napoli. difesi dagli avvocati Varano e Portico del Foro partenopeo.Ma a giudizio sono finiti anche due autotrasportatori, uno dei quali è assistito dall'avvocato Fabio Zavatarelli mentre il secondo si è affidato agli avvocati Varano e Portico del foro di Napoli. Secondo la ricostruzione operata in sede di indagini preliminari, la tecnica sarebbe stata piuttosto raffinata. Uno degli imputati si presentava a grosse ditte produttrici di formaggio del Nord Italia e acquistava una prima partita di merce, per importi anche piuttosto elevati. In genere le cifre, comprese tra i 10 e i 15.000 euro, venivano pagate con scrupoloso rispetto dei tempi. E tale condotta, sempre secondo l'accusa, sarebbe servita a conquistare la fiducia delle future vittime. Gli imputati acquistavano il formaggio a nome di altre ditte, agendo da intermediari, e le ditte pagavano regolarmente le forniture. Sino a quando scattava la trappola. I presunti truffatori comperavano un grosso carico di formaggio grana per conto di una certa società e inviavano uno o più camion per caricare la merce. Ma il pagamento, in questi casi, non arrivava. Cosi la ditta venditrice si metteva in contatto con quella acquirente e si sentiva rispondere che quell'ordine, in realtà, non era mai stato fatto. Con tale sistema gli imputati sono accusati di avere messo a segno svariati colpi, in tutto il Nord Italia, per importi da capogiro. Da Pavia sarebbero 'sparite" forme di grana per un valore di 201.000 euro; altri 160.000 dalla provincia di Bologna, 147.000 da Modena, 188.000 da Brescia e 311.000 da Verona. Il totale contestato dall'accusa, che ieri era rappresentata dal Pm Enrico Guastini, supera il milione di euro. Il processo si svolge innanzi al giudice di Pavia perchè fu proprio la ditta con sede nella nostra provincia a presentare per prima querela. Inizialmente ai quattro venne contestata anche l'associazione a delinquere, ma il fascicolo relativo a tale accusa è stato nel frattempo archiviato. Resta la truffa in concorso. Ieri mattina, dopo alcune schermaglie relative alla costituzione di parte civile (rappresentata dagli avvocati Estrangeros e Vaccaro) il giudice Pietro Balduzzi ha fissato la prima udienza per il 31 marzo 2005. (f.m.)