Fogli d'album per pianoforte
PAVIA.Stasera nuovo appuntamento con l'Autunno in musica organizzato dal Vittadini. Il programma è centrato sulla musica pianistica russa. Alle 21 in Santa Maria Gualtieri Anna Maria Bordin presenterà musiche di Michail Glinka, Sergej Rachmaninov, Dmitrij Kabalesky e Aleksander Scrjabin: lavori tutti che, accanto ad un'ovvia maturità interpretativa, richiedono un virtuosismo tecnico-strumentale non indifferente. Una proposta senz'altro impegnativa per l'artista ma assai stimolante per il pubblico, che avrà modo di compiere un viaggio attraverso due secoli di musica russa e di scoprire pagine di indubbio valore (e purtroppo di non facile ascolto nelle sale da concerto). Nata a Torino, dove si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Maria Golia, Anna Maria Bordin ha poi frequentato per tre anni presso la Musik-Akademie di Basilea i corsi di perfezionamento di Rudolf Buchbinder. Svolge attività solistica e in varie formazioni cameristiche, tra le quali spicca il duo formato con la pianista russa Tatiana Pavlova, con la quale ha registrato l'integrale dell'opera di Rachmaninov per due pianoforti. Agli impegni concertistici la Bordin accompagna un forte interesse per la didattica pianistica, il cui studio ha approfondito all'Accademia Pianistica di Imola. Docente di pianoforte principale al Vittadini, ha recentemente pubblicato un libro («Quando al musica supera i confini...», Daniela Piazza Editore) nel quale descrive il toccante rapporto con un bimbo autistico e gravemente ipovedente ma dall'immenso talento musicale, che trova nello studio del pianoforte una modalità inaspettata e preziosa per mettersi in comunicazione col mondo. Chicca della serata, in apertura della seconda parte del concerto, la prima esecuzione di 'Le forme dell'acqua" di Ugo Nastrucci, 5 fogli d'album per pianoforte e voce recitante (nell'occasione quella di Luciana Bocchio). Anch'egli apprezzato docente del Vittadini, Nastrucci affianca ad un'intensa attività concertistica nell'ambito della musica barocca un impegno costante (e niente affatto secondario) nella pratica compositiva. Questo suo ultimo lavoro affida ai testi che accompagnano le cinque pagine strumentali il compito di fissare il «mood», l'atmosfera complessiva di ogni singolo brano. Sono pagine di provenienza diversa (un canto Navaho, cui si uniscono liriche di Mathilde Wesendonck, Paolo Sorice e dello stesso Nastrucci), cosi come assai differenti sono i riferimenti musicali (Wagner, Handel, debussy, Schumann) cui, in una cornice complessivamente postmoderna, queste composizioni velatamente alludono. Maurizio Schiavo