Enipower, spunta l'Idreco Stafforini: nessuna tangente

VOGHERA.«Nessuna tangente per pilotare gli appalti Enipower». Cosi si difende Paolo Stafforini: il titolare dell'Idreco, azienda coinvolta nell'inchiesta sulle mazzette che sarebbero state pagate per pilotare gli appalti sulle centrali, non porge l'altra guancia e va al contrattacco. Stafforini ammette di conoscere Lorenzino Marzocchi, uno dei manager indagati come «collettore» di tangenti, ma nega decisamente di avergli pagato delle mazzette. E nega anche di aver concluso affari con Enipower. «Era lui che mi pressava con continue profferte - spiega - ma gli ho sempre detto no». Il patron dell'Idreco, secondo l'accusa, avrebbe pagato a Marzocchi una tangente di 10mila euro in contanti per «ammorbidirlo» e far si che si adoperasse per far vincere una fornitura alla Hamon, altra ditta finita sotto indagine. Nell'inchiesta, intanto, torna la centrale di Ferrera Erbognone con l'arresto di Antonio Bruni, 60 anni, canturino e di Antonio Consorti, piacentino cinquantaduenne. In gioco una tangente da duecentomila euro per le torri di raffreddamento degli impianti di Ferrera, Mantova e Ravenna.
A pagina 21