Il tandem Buttiglione-Tremaglia fa scoppiare l'anomalia italiana
ROMA.La palla dello scandalo rimbalza da Roma a Bruxelles, in attesa che il nuovo capo della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, abbia un primo confronto con i capigruppo di Strasburgo il 21 ottobre e il 27 con l'assemblea parlamentare. Non bastasse la punizione di Rocco Buttiglione alla commissione giustizia, si sono stati gli insulti di un altro ministro, Mirko Tremaglia di An, ai «culattoni» che ne fanno parte. Ma, come ha ricordato ieri Luciano Violante, c'è anche il precedente di un'altra «figuraccia», quella di Silvio Berlusconi, che a suo tempo defini «kapò» nazista il capogruppo dei socialisti europei. Berlusconi ha dato per risolto, con un po' di ottimismo, il caso Buttiglione, ma come ha ricordato il capogruppo dei liberal democratici Graham Watson, si apre una gamma di opzioni: chiedere a Italia e Ungheria di cambiare candidato alla commissione; cambiare portafoglio o una parte di esso; fornire assicurazioni sui diritti delle minoranze. Alla Camera c'è stata un'eco delle insolenze di Tremaglia, reiterate in alcune interviste, e anche per questo oggetto di alcune interrogazioni, una del Pdci, che del ministro chiede le dimissioni. Bobo Craxi gli ha consigliato «un po' di meritato riposo». Franco Grillini, deputato gay dei Ds, ha denunciato le dichiarazioni «gravissime» di Tremaglia, che non sono una «goliardata», ma un atto stampato su carta intestata del ministro. Per Grillini, Gianfranco Fini ha dato «solidarietà a chi insulta e non a chi viene insultato». Ieri, il vice di governo ha detto di capire che la dichiarazione di Tremaglia «non sia passata inosservata», ma ha ne ha difeso l'autore, parlando di «polemiche un po' eccessive». In aula, il presidente Pier Ferdinando Casini ha detto, dopo l'intervento di Grillini, che «tutti i cittadini hanno diritto a uguale rispetto e vanno salvaguardati nella loro dignità». Non ha fatto nomi, perché avrebbe dovuto chiamare in causa un ministro, violando una regola istituzionale. La riservatezza gli ha consentito di non dire nulla della vicenda europea di Buttiglione, che però turba il mondo cattolico, come si ricava dalla difesa ieri di Comunione e liberazione. Cl parla di «evento sentinella», che segnala il pericolo di una epidemia, nell'Europa che rifiuta le sue radici giudaico-cristiane. Pierluigi Castagnetti, capogruppo Margherita, vede «un certo fondamentalismo laicista» nel giudizio su Buttiglione, che «ha detto cose giuste», ma «con un carico di supponenza intellettuale che non l'ha reso simpatico».
Il ministro filosofo ostenta tranquillità, lieto per le solidarietà ricevute, e si è recato ieri a parlare di mercato mondiale con il direttivo della Confindustria, augurandosi «che non ci siano più polemiche». Conta su un ribaltone parlamentare europeo, fidando non tanto sulla fiducia del suo governo e del ministro Franco Frattini, quanto sulle virtù mediatorie di Barroso, che nel giudizio di molti, parla troppo. Il presidente Josep Borrel ha ieri definito «poco appropriate» le parole di Tremaglia sui «culattoni», ha un po' rettificato i giudizi negativi su Buttiglione e ha registrato il nulla di fatto dei capigruppo parlamentari, sempre divisi sul ministro italiano.