Vellezzo, sul licenziamento nuova replica della Plasveroi
VELLEZZO.Ancora una replica della Plasveroi sul caso del rappresentante sindacale licenziato. Le parole del lavoratore A.S. «sono smentite dai certificati medici Inail e Inps - dice l'azienda - il dipendente, tra infortunio e malattia, non presta servizio per motivi suoi da dicembre 2003, quindi non per volontà dell'azienda». Ma è doveroso precisare che l'infortunio è avvenuto proprio in fabbrica, e che la contestazione del lavoratore riguarda il suo rientro: quando l'azienda gli comunicò il licenziamento. La presidente della Plasveroi, Silvia Gatti, dice che «secondo logica, buon senso e diritto è impossibile» che un'azienda «possa impedire a proprio piacimento o immotivatamente ai lavoratori di rientrare in servizio». Sia il lavoratore che Giorgio Mercuri (Cgil), hanno ribadito che al rientro in fabbrica A.S. venne portato per alcuni giorni in bar di Pavia per convincerlo a dimettersi spontaneamente, altrimenti sarebbe stato licenziato. L'azienda peraltro non ha smentito le sollecitazioni ad A.S. a dimettersi, bensi i modi usati. «La nostra azienda - aggiunge Gatti - ha sempre avuto costanti nonché aperte relazioni sindacali, tanto che non è possibile ricordare uno sciopero o contestazione sindacale in Plasveroi per motivi aziendali». Gatti conclude dicendo che «solo attraverso riorganizzazione, contrazione dei costi e investimenti razionali abbiamo potuto impedire che la Plasveroi sparisse. E gli ultimi segnali ci danno ragione». (l.si.)