Volpe: ho bevuto il sangue di Mariangela
BUSTO ARSIZIO. Ha raccontato di aver bevuto, durante un rito satanico, anche il sangue di Mariangela Pezzotta, ex fidanzata che ha poi ucciso nello chalet di Golasecca a gennaio. A spiegare particolari agghiaccianti è Andrea Volpe, uno dei giovani delle 'Bestie di Satana", che ieri, durante l'incidente probatorio nel tribunale di Busto, ha raccontato la sua verità davanti al gip Adet Toni Novik.
Volpe ha risposto alle domande del procuratore della Repubblica, Antonio Pizzi e al pubblico ministero Tiziano Masini, che conducono l'inchiesta sugli omicidi a sfondo satanico nel Varesotto. Volpe, oltre a ricostruire il massacro di Chiara Martino e Fabio Tollis, ha rivelato altri dettagli sui riti della setta satanica. In oltre tre ore e mezzo di interrogatorio, il giovane ha raccontato che c'erano «riti umilianti di iniziazione per nuovi adepti». Ma, incalzato dalle domande, ad un certo punto si è rifiutato di rispondere. I riti della setta erano di diverso tipo e proprio durante uno di questi, Volpe ha bevuto il sangue di Mariangela ma ha negato di aver bevuto quello di un'altra ex fidanzata, Vera. Il racconto fatto dal presunto leader delle 'Bestie di Satana" ha svelato particolari scabrosi, come il rito di maledizione, eseguito contro Stefano Longone, 20 anni, ‘tatuatore' di Somma Lombardo. Cinque giorni dopo, il giovane, che era uscito dalla setta, mentre si trovava in biciletta fu travolto da un camion e mori.
Era il 19 maggio 1988. Ma Volpe ha anche spiegato che durante i riti si usava l'ipnosi: «Era un'abitudine dei capo per controllare gli adepti». E, «per sentito dire», sapeva che i capi avevano legami con la setta 'X" di Torino.
«Volpe ha confermato le sue verità nei confronti di tutte le 'Bestie di Satana"», ha detto il procuratore Pizzi. E i magistrati si sono detti soddisfatti per la deposizione di Volpe che ha svuotato il sacco, anche se nei mesi scorsi aveva più volte ritrattato la sua posizione. Ieri ha confermato la sua presenza nel bosco, le coltellate e i colpi di mazza che hanno ucciso Chiara Marino e Fabio Tollis la notte del 17 gennaio 1998. E ha ammesso di aver infilato un riccio in bocca per non sentirli urlare e poi ancora di aver versato urina sui loro cadaveri riperti di terra urlando: «E ora, zombi, camminate se potete».
Una confessione terrificante che mostra quanto orrore sia stato compiuto in nome del diavolo. Andrea Volpe ha però escluso qualsiasi possibiltà che esista un terzo livello. Per Pietro Guerrieri, anche lui accusato del duplice delitto di Chiara e Fabio, invece gli ordini arrivavano da un 'demone" che si impossessava di Mario Maccione, un altro degli indagati. Guerrieri, mentre era sotto interrogatorio, è apparso freddo, lucido e preciso e senza alcun timore di sconfessare Volpe. Contraddizioni che si sono sommate all'immenso dolore dei genitori delle vittime presenti in aula: «Se non fossero in prigione li ammazzerei io», ha detto Angelina, mamma di Chiara Marino.