Ogm, due italiani su tre non li vogliono: oggi confronto Stato-Regioni
ROMA. Il confronto è politico, lo scontro sui risvolti economici e sulle possibilità di contaminazione. La questione sulla coesistenza tra Ogm e colture tradizionali è sempre più bollente, all'inizio di una settimana che dovrebbe definire la linea dell'Italia in materia.
Dopo il rinvio del decreto legge presentato venerdi scorso dal ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, si apre il confronto che dovrà portare venerdi prossimo al nuovo esame in Consiglio dei ministri. Il confronto è duro, e molti credono che una settimana non basterà.
Il nodo, almeno ufficialmente, sta nel ruolo che il decreto elaborato da Alemanno affida alle Regioni. E proprio con le Regioni sarà avviato oggi il primo confronto sul problema, con una riunione tecnica della segreteria Stato-Regioni, per arrivare alla definitiva riunione della Conferenza Stato-Regioni fissata per giovedi, alla vigilia dell'esame da parte del Consiglio dei ministri. In attesa delle delucidazioni, intanto, continuano le prese di posizione. Ma non manca neppure la mobilitazione che questa sera sarà all'attenzione della coalizione 'liberi da Ogm', un'ampia consociazione bipartisan che raggruppa un ampio numero di le forze sociali, associazioni ambientaliste e di consumatori, partiti di entrambi gli schieramenti, rappresentanze istituzionali degli enti locali e delle Regioni e organizzazioni della cooperazione internazionale e sindacali. L'intento dichiarato è quello di fissare «il percorso per la tutela delle produzioni di qualità, per la continuità delle tradizioni alimentari, per la salvaguardia del territorio e dell'ambiente, per la sicurezza alimentare e la libertà di scelta di consumatori e produttori». E mentre sale la mobilitazione, arriva una nuova indagine realizzata in sede universitaria dal Centro Ricerche Observa-Science in Society e dalla Fondazione Giannino Bassetti dalla quale emerge che aumenta la sfiducia nei confronti dei cibi transgenici: due italiani su tre (il 68% contro il 49% del 2001) ritengono che la modificazione genetica di frutta e verdura sia rischiosa, mentre più della metà degli intervistati la giudica inutile (62%). Intanto si muove anche il fronte europeo. Per rilanciare il dibattito Ue, l'Italia insieme ad altri partner si è associata alla richiesta di Copenaghen di creare una 'task force' comunitaria sulla questione della coesistenza tra Ogm e colture tradizionali.