La Margherita verso la resa dei conti Ma ora Bosone getta acqua sul fuoco

PAVIA. Ieri sera il provinciale, questa sera il cittadino. La Margherita pavese cerca, a fatica, di andare oltre alle polemiche che, in questi giorni, hanno visto un aspro faccia a faccia pubblico tra la «corrente» che fa capo agli assessori Ettore Filippi e Francesco Adenti (maggioritaria nel capoluogo) e quella che «controlla» l'attuale segretario provinciale Daniele Bosone, presidente di Asm SpA. Andare oltre, ma non è facile. Il braccio di ferro è, forse, solo l'anticipo di una campagna elettorale che si gioca anche all'interno dei singoli partiti.
Daniele Bosone - che pure la politica l'ha nel sangue - ha mal digerito l'attacco sferrato da quella che lui ha definito «la famiglia Filippi» (il padre Ettore e il figlio Luca, consigliere comunale). «E' rimasto malissimo - raccontano i suoi amici -, aveva persino pensato alle dimissioni...». Poi ha prevalso «la volontà di unire, non quella di dividere». Insomma, niente dimissioni e il tentativo di mostrare il partito compatto, almeno formalmente. L'altra sera, dunque, si è riunito il direttivo provinciale. Bosone ha parlato di «incomprensione per un atto politicamente ingiustificato», ha messo «a disposizione il mandodato se fosse necessario rinnovare la fiducia», si è chuesto «in che tipo di partito ci troviamo» ed ha ribadito che «il direttivo provinciale non può essere estraneo a quello che succede nel capoluogo di provincia». Tono fermo, ma contenuti tutto sommato pacati. Lo scontro con Ettore Filippi, componente del direttivo, non c'è stato, anche se alcuni avevano chiesto apertamente al segretario Bosone di usare toni più aspri, più duri, cosi da convincere Filippi a votare contro il documento. E invece, mediazione. Dalla quale è scaturito questa presa di posizione ufficiale: «La direzione provinciale della Margherita, riunitasi per discutere la situazione politica pavese, sentita la relazione del segretario provinciale, l'approva all'unanimità ed esprime piena fiducia politica al suo operato; invita il segreterio e il presidente del partito a convocare l'assemblea provinciale che rilanci l'iniziativa politica della Margherita nella nostra provincia e che tracci il percorso che, in accordo con le altre forze politiche e sociali della coalizione di centrosinistra, porti all'individuazione dei programmi e dei candidati più idonei ad affermare il centrosinistra alla guida dei Comuni più importanti della nostra provincia. Presenti: Fabrizia Cupella, Luigino Maggi, Bruno Pezza, Giuliano Ruffinazzi, Ercole Oldrati, Giannino Nicola, Francesco Maccarini, Ettore Filippi e Luciano Rossella». Insomma, tutto e niente. Ieri il segretario Daniele Bosone, anche per evitare problemi in attesa del direttivo cittadino di questa sera, non ha voluto aggiungere nulla di più. O quasi: «Il direttivo? Mi aspetto chiarezza...». Molto dipenderà da come, appunto stasera, Rodolfo Faldini, segreteario cittadino, condurrà i lavori. Se si dovesse andare al voto su un documento «caldo», i «filippiani/adentiani» assicurano di avere una netta maggioranza, i «bosoniani» spiegano che i numeri attuali sono di sette a nove. Comunque sia, è probabile che anche stavolta si cerchi la mediazione, pur sostenendo in qualche modo le posizioni espresse ufficialmente da Filippi. Si condannate nel metodo (l'esposizione delle stesse in consiglio comunale), ma alla fine prese in considerazione per quello che riguarda i contenuti. L'accusa a Bosone, ricordiamolo, era quella di gestire l'Asm senza mai coinvolgere nelle decisioni importanti (leggi: nomine) il resto del partito e la maggioranza. Ma la contestazione politicamente più grave era quella di «fare comunella» con i Ds.
In parte, come detto, è anche il clima pre-candidature. La segreteria provinciale sembra intenzionata, ad esempio, ad accettare - per Pavia - un candidato sindaco di area diessina (Eligio Gatti? Andrea Astolfi? Antonio Sacchi?), mentre il direttivo cittadino della Margherita spinge per «una scelta moderata»: il che vorrebbe dire lo stesso Francesco Adenti. Ma in corsa ci sono, tra gli altri, anche Daniele Bosone (più intenzionato a candidarsi alla Camera) e resta l'incognita Albergati. Il sindaco uscente, che è della Margherita, potrebbe essere capolista alle comunali (sostenendo cosi con forza il candidato sindaco) e poi correre per le elezioni provinciali. Sempre che non chieda - l'etica della politica lo autorizzerebbe a farlo - di giocare la sfida per Roma. (f. ma.)