L'allarme dei tre sindacati
ROMA.I segretari di Cgil, Cisl e Uil - Epifani, Pezzotta e Angeletti - hanno «forti preoccupazioni» per una devolution che crea rischi di sperequazioni territoriali sui diritti fondamentali. Domani Pezzotta, Epifani ed Angeletti ne discuteranno con il presidente della Camera Casini, il quale a Capri ha sostenuto che questo tipo di riforme vanno fatte con «consenso e trasparenza». «Questo è un disegno di legge che creerà più problemi che soluzioni - osserva Epifani - La cosa migliore sarebbe che il Parlamento si fermasse e quindi ripartire». Una pausa per «dare spazio a un confronto politico il più ampio possibile e partecipato» è invocata anche da Pezzotta, che contesta i lavori parlamentari «che procedono con tempi stretti e dibattiti contingentati» e parla di «grave deficit di democrazia». La devolution che si delinea, osservano i sindacati in una lettera congiunta inviata a Casini e Pera «è inaccettabile secondo quel modello di federalismo cooperativo e solidale in cui crediamo». Sotto il profilo sindacale, i sindacati osservano inoltre che il passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni potrebbe determinare «per i dipendenti pubblici di settori quali sanità, scuola, sicurezza, enti locali, il rischio che venga meno il complesso di garanzie e tutele determinato dal'unitarietà, sull'intero territorio del Paese, del contratto collettivo di lavoro». Perplessità anche sulla composizione del Senato e l'esatta configurazione dei suoi poteri e delle sue funzioni nonché sulle disposizioni riguardanti la forma di governo. «Pur essendo favorevoli a misure che garantiscano stabilità all'esecutivo riteniamo che il principio della divisione dei poteri sia irrinunciabile».