Il dossier dei disservizi
VIGEVANO.I pendolari hanno mantenuto fede all'impegno. L'altro giorno hanno depositato in procura l'esposto, accompagnato da migliaia di firme, che segnala tutti i disservizi, i guasti, i ritardi annotati scrupolosamente da chi viaggia ogni giorno sulla Milano-Mortara-Alessandria. Gli utenti delle ferrovie chiedono di accertare le cause dei disagi e il risarcimento dei danni subiti. L'esposto segna una svolta nella lunga battaglia del Comitato pendolari perchè investe l'autorità giudiziaria di un problema che, finora, non ha trovato soluzione percorrendo i canali istituzionali tradizionali, vale a dire segnalazioni a Trenitalia e appelli agli enti locali.
Ma se si spera che l'interesse della magistratura possa rappresentare un cambio di rotta, sul fronte del pendolarismo la storia, anche ieri, si è ripetuta. «Il mese di ottobre è già cominciato male - afferma Renata Lang, portavoce dell'Unione libera dei pendolari della Milano-Alessandria -. Ieri abbiamo registrato un bel quarto d'ora di ritardo sul treno in partenza da Vigevano alle 7.04. Se il buongiorno si vede dal mattino, come proseguirà il mese?».
La presentazione dell'esposto non chiude, comunque, l'attività di segnalazione effettuata dei pendolari. «Continueremo a raccogliere i nostri moduli per i disservizi come stiamo facendo dal giugno scorso, per tutte le integrazioni che riterremo di dover fare all'esposto principale».
I pendolari prendono posizione anche sulla novità delle multe ai passeggeri sprovvisti di biglietto o che si sono scordati di obliterare. «Non c'è un vecchio proverbio che dice 'prima il dovere e poi il piacere"? - continua Renata Lang -. Ebbene, noi pendolari ci assoggettiamo al dovere, ci mettiamo in coda alla biglietteria, compriamo il biglietto o l'abbonamento, lo compiliamo, lo obliteriamo. Ma dov'è il piacere del viaggio puntuale, confortevole, con i passaggi a livello che funzionano, con le comunicazioni corrette, senza soppressioni, con l'aria condizionata adeguata al tempo, coi sedili puliti, con i vagoni senza puzza di muffa, coi finestrini che si possono aprire o chiudere e con i bagni utilizzabili?». Ma ora chi non è in possesso del biglietto o non lo oblitera rischia di pagare 25 euro di multa. «Con quale logica - si chiede Renata Lang - i capitreno eleveranno la multa ad un passeggero che si trova inadempiente magari perchè il bigliettaio se ne è andato a prendere il caffè (è già successo) o la biglietteria è chiusa e quella automatica è fuori uso? E in tutto questo può accadere che il treno sia puntuale, come è accaduto mercoledi, o addirittura parta con qualche manciata di secondi di anticipo, mentre i passeggeri si stanno affollando sulle scale per entrarci e rimangono a piedi perchè il treno se ne è andato».