Donne leggere come le piume

M ette le piume la donna della prossima estate: è un plumage morbido in fiocchi di pelliccia quello visto da Fendi, è una vanitosa coda di pavone quella proposta da Prada. Milano ha preso il volo con la donna-uccello. Maglia, pelliccia e piume sembrano comunque gli ingredienti ideali per rendere l'idea di una donna volatile: l'effetto uccello del paradiso è garantito dalla collezione Missoni, colorata in geometrie galleggianti nel jersey.
Una collezione che scopre il bolero di visone ricamato da mettere su abiti lunghi da sera, decorati di cristalli, perle di vetro e paillettes. L'idea dell'uccello ritorna da Trend les Copains, marchio per il quale Antonio Marras ha disegnato lunghi e fluttuanti abiti di chiffon bianco, punteggiati da centinaia di cristalli. Ma è con Fendi, disegnato da Karl Lagerfeld, che l'idea del giorno prende forma: le sue donne estive hanno abiti di chiffon punteggiati da ciuffetti di pelo, come morbidi fiocchi di neve, come teneri piumaggi da uccellino. Anche il rigore di una serie di vestiti, che ricordano graficamente Mondrian, viene spezzato da leggerissimi coprispalle in pelliccia tricottata che forma due inedite alucce. Da Prada l'idea della donna-uccello trova poi anche la sua sistemazione teorica: Miuccia spiega che per lei è la guerriera, quella che affronta la realtà con vitale determinazione. Calza mocassini e perfino calzettoni, ma indossa tubini e kilt piumati (con vere code di pavone o con stampe trompe l'oeil) e abiti che la trasformano in una Leda congiunta al suo cigno (è proprio il lungo collo di questo uccello che fa da spallina all'abito nero più stravagante). Non tutti naturalmente si adeguano: Mariella Burani con la sua sfilata rimane fedele a se stessa, con abiti a fiori, vaporosi e prevalentemente di seta. Coerente anche il marchio Coveri (sulla cui passerella ha anche debuttato oggi miss Italia, Cristina Chiabotto) che ha puntato su stampe e paillettes, sull'immagine di una donna che ride, sui quadri dell'artista brasiliano Romero Britto, sull'arte pop e sulle passate campagne pubblicitarie usate come collage. Abiti nostalgia, da Anna Molinari, marchio disegnato da Rossella Tarabini, tutti trine, merletti, mussole, perline, sbuffi, arricciature, in chiave più ingenua che leziosa, quasi da giovane sposa Anni 30, a piedi nudi.