Vellezzo, il giudice annulla le maxi-multe

VELLEZZO. E ora c'è chi si morderà le dita. Saranno le centinaia di automobilisti che, nel tratto dell'ex-statale dei Giovi al confine tra i Comuni di Vellezzo e Certosa, erano incappati nel «maledetto» autovelox. Ed era facile incapparci, visto che sul quel tratto di strada senza particolari pericoli il limite era di 50 km/h. Oggi è passato a 70, ma in realtà avrebbe dovuto essere di 90 all'epoca delle contravvenzioni. Cosi ha sentenziato il giudice di pace annullando le multe inflitte a un automobilista di Pavia.
Per gli altri multati, purtroppo per loro, è trascorso troppo tempo e non più possibile fare ricorso. Il giudice di pace, anzi due diversi giudici di pace, hanno dunque dato ragione a F.F., un dipendente pubblico assistito dall'avvocato Edoardo Melli di Pavia. Il ragionamento fatto dal legale e poi confermato dal magistrato è in realtà molto semplice e non ha nulla da vedere con i classici cavilli. Dunque, su quella strada il consorzio comunale Vellezzo Bellini-Rognano piazza i vigili con il loro autovelox. E fin qui niente da dire. Il problema è il limite di velocità, fissato dal Comune di Vellezzo a 50 km/h. Ebbene, su strade extracomunali, come è la ex-statale dei Giovi, per imporre un limite del genere ci vuole un provvedimento motivato: insomma, non basta piazzare un cartello, inventarsi un autovelox e poi far strage di automobilisti. Ma di questo provvedimento non c'è traccia, almeno non c'era all'epoca dei fatti (febbraio e aprile 2004). Ne deriva che quella strada avrebbe dovuto avere un limite massimo di velocità di 90 km/h: l'automobilista che ha vinto ricorso in un caso «correva» a 72 km/h e nell'altro a ben 83 km/h. Nettamente al di sotto dei 90 km/h. E non vale il fatto che la Provincia, recentemente, abbia riportato il limite a 70 km/h «Il verbale - scrivono i giudici - non è stato legittimamente emesso in quanto la riduzione del limite di velocità da 90 a 70 km/h è avvenuta dopo circa tre mesi dalla rilevazione dell'infrazione e non esiste documentazione che provi la legittimità della pregressa riduzione a 50 km/h». Fine della storia. Multa cancellata. Ma c'è di più. I giudici entrano anche nel merito della patente a punti. E su questo aspetto i ricorsi sono ancora possibili: «Nel verbale non è riportata l'indicazione della decurtazione del punteggio ed il giudice non ritiene sufficiente l'indicazione riportata nel bollettino di versamento perché questo documento non costituisce integrazione del verbale». Insomma, se nel verbale (la multa) non è indicata la riduzione del punteggio, i punti non si perdono soltanto perché poi s'è pagata la contravvenzione. Le sentenze, inoltre, assumono una certa rilevanza perché, pur emesse in due periodi diversi e da due giudici diversi, sostengono le stesse ragioni per l'annullamento. Per le altre multe, come detto, poca speranza. E dire che, numeri alla mano, erano state comminate la bellezza di 764 contravvenzioni. Di queste, ben 620 erano state quelle inflitte per alta velocità sulla statale. Le proteste per l'eccessiva severità aveva dato il via ad una vera e propria rivolta degli automobilisti. Ora, come detto, il limite è stato alzato a 70 km/h («in realtà abbassato dai 90 km/h», precisa l'avvocato Edoardo Melli) e con un provvedimento motivato della Provincia. Dunque, chi supera i settanta, adesso, la multa la prende e se la tiene. Occhio al tachimetro. (f. ma.)