Strage nella moschea sciita del Pakistan
NEW DELHI.Nell'ora di massimo affollamento della moschea sciita, quello della preghiera del venerdi, la bomba del kamikaze è scoppiata facendo strage tra i fedeli. I morti sono almeno 30, i feriti una quarantina, alcuni dei quali gravissimi. L'attentato, non ancora rivendicato, è avvenuto nella cittadina di Sialkot, a una ventina di chilometri da quel Kashmir indiano, teatro quotidiano di scontri a fuoco tra militanti islamici e forze dell'ordine indiane. Nel momento dell'esplosione nel tempio c'erano centinaia di fedeli che pregavano. L'attacco è apparentemente stato condotto da un suicida confuso tra la folla, dicono gli inquirenti, ma non escludono che l'ordigno potesse essere stato occultato in una borsa. «Finora abbiamo contato 30 morti - ha riferito il responsabile della polizia locale, Syed Ishtiaq Hussein Shah - ma il bilancio potrebbe aggravarsi perchè alcuni feriti sono in condizioni critiche». Testimoni oculari sostengono che l'esplosione è avvenuta al centro della moschea creando cosi il maggior numero di vittime. «Stavamo sentendo il sermone quando abbiamo sentito l'esplosione, le grida, i pianti dei feriti», ha detto un testimone. Il Pakistan è un paese musulmano al 97 per cento e gli sciiti rappresentano circa il 15 per cento dei suoi 150 milioni di abitanti.