Quattro giorni di follia
C he regalo preferisci per il matrimonio? Un castello, il giardino delle Tuileries, un salone di Versailles, un tempio indù a Vaux-le-Vicomte e un concerto di Kylie Minogue tutto per me: Lakshmi Niwas Mittal, ultramiliardario indiano re dell'acciaio, ha donato tutto questo alla figlia Vanisha e a 1.500 invitati, tutti a sue spese per quattro giornate di follia a Parigi. Gli abitanti della capitale francese, alle prese con i grattacapi quotidiani, non si sono nemmeno accorti che la loro città era stata requisita dall'eccentricità e dall'inimmaginabile ricchezza di un solo uomo. Si, qualche residente nella centralissima rue de Rivoli, che costeggia il Louvre fino alle Tuileries, si sarà svegliato di soprassalto per la musica a tutto volume in piena notte.
Erano centinaia di persone che banchettavano e danzavano tra fiumi di champagne e cibi giunti appositamente da Londra per soddisfare le regole alimentari indù. Nessuno ha capito, nessuno si è accorto, nessuno ha nemmeno sospettato che a due passi da quello che forse è il più bel castello di Francia, Vaux-le-Vicomte, mister Mittal avesse fatto edificare, in modo un pò pacchiano secondo gli apostoli del bon ton, un rifacimento esatto in legno del castello che i prussiani incendiarono nel 1870. Con vista, ma era il minimo che Mittal potesse fare, su Parigi e sulla Torre Eiffel, monumento sfuggito a quanto si sa alle mire del faraonico indiano. Ai parigini hanno raccontato soltanto nei giorni seguenti che a Vaux-le-Vicomte c'era stato un concerto privatissimo di una star come Kylie Minogue, che Mittal aveva mandato a prendere con il suo aereo. E che per due giorni nessuno ha potuto visitare la Gallerie delle Battaglie al castello di Versailles perchè tutto era apparecchiato per gli invitati. Nessuno, ma proprio nessuno, ha visto poi la tigre del Bengala che ha seguito la carovana del tycoon passo passo benchè nascosta a tutti. Perchè, pare, per gli indiani non sta bene sposarsi se quella fiera non è nei paraggi. Quanto agli elefanti, obiettivamente troppo ingombranti per il trasloco, ci hanno pensato gli scultori, rifacendoli di cartapesta. Quattro giorni di festeggiamenti - tanto è durata «l'operazione Vanisha» - sono lunghi da passare. Soprattutto per 1.500 invitati giunti nella capitale per festeggiare le nozze della ventitreenne figlia del generoso miliardario a bordo di sei Boeing noleggiati da Air India. Cosi sono allegramente volati da un Hotel Intercontinental a un'George V', appena assaggiando le costosissime e prelibate leccornie per loro preparate. Sembra che al Lido abbiano trovato indecente lo spettacolo e se ne siano andati subito, abbandonando nei calici migliaia di euro di champagne Mouton Rotschild appena stappato. Mittal, per la verità, non si è mai fatto mancare niente. A Londra, dove vive la maggior parte del suo prezioso tempo, il cinquantatreenne finanziere abita in un palazzo adiacente a Kensington Palace, che fu la residenza della Principessa Diana. Inutile la descrizione del garage, in grado di ospitare 20 Rolls-Royce, della piscina intarsiata di pietre preziose e dei marmi utilizzati, uguali a quelli del Taj Mahal. Basti pensare che il palazzo, con 12 camere, hammam e salone da ballo, è costato 100 milioni di euro e viene comunemente indicato come Taj Mittal, dal nome del suo proprietario. Da quella reggia di inaudito lusso, Mittal controlla non soltanto le acciaierie che ereditò dal padre e che ora ha trasformato nel secondo impero mondiale del settore. Ma anche le sue banche, le industrie in Cina, la flotta, le industrie in Kazakhstan, le televisioni via cavo che ha accumulato in 45 paesi. Stavolta, però, il magnate indiano si è superato: per far contenta Vanisha, ragazzina bruna col sorriso dolce, convolata a nozze con Amit, 25 anni, laureato alla Cornell, banchiere al Credit Suisse e capitano della squadra di cricket all'università, ha alleggerito il suo portafogli di 55 milioni di euro, quasi il doppio di quanto è costata ai reali di Spagna la cerimonia per Felipe e Letizia.