«Più prevenzione contro le malattie»
PAVIA. E' una sfida contro le principali cause di morte. Un impegno per sensibilizzare verso uno stile di vita più sano. Ed uno slogan universale: «Salute per tutti». Si è svolto nei giorni scorsi all'Università di Pavia il 21º meeting annuale del progetto «Cindi». Si tratta di un programma di intervento integrato sulle malattie non trasmissibili. Nell'Aula Foscoliana per due giorni i direttori del programma di prevenzione alla salute, che vede coinvolti 27 Paesi europei e il Canada, hanno confrontato i loro piani di intervento e discusso su come diffondere i loro programmi in modo più capillare.
Lo scopo è il miglioramento della qualità di vita, una riduzione delle morti premature e delle malattie. Il tutto attraveso il controllo dei fattori di rischio. Il programma «Cindi» base le sue azioni di prevenzione lavorando per sensibilizzare sui rischi di tabagismo, cattiva alimentazione, consumo di alcol, inattività fisica. Fattori questi che possono condurre a malattie cardiovascolari, respiratorie o persino tumori. Integrazione e coordinamento, a livello europeo ed extraeuropeo, sono le caratteristiche politiche del progetto. Avviato nel 1982 il programma «Cindi» ha visto l'ingresso dell'Italia solo nel 2001 sotto la guida, in veste di coordinatrice nazionale, della professoressa Maria Teresa Tenconi, docente dell'Università di Pavia al Dipartimento di medicina preventiva, occupazionale e di comunità. Nei giorni scorsi è stata lei la responsabile del meeting internazionale svoltosi a Pavia che ha annoverato tra i suoi partecipanti anche esperti internazionali come Maria Avdicova (Slovacchia), Vilius Grabauskas (Lituania) e Sylvie Stachenko (Canada). Accanto a loro colei che tiene le fila a livello internazionale del progetto: Aushra Shatchkute. A Pavia in particolare il pool guidato dalla professoressa Tenconi (formato da Contardo Casinghini, Giorgio Pretti e Anna Gianti) ha lavorato sulla prevenzione del tabagismo. Dopo un primo progetto avviato tre anni fa in 52 scuole della provincia di Pavia, con il coinvolgimento di 1.821 ragazzi, ora si sta portando avanti una iniziativa simile a livello regionale che vede la partecipazione di 16 mila alunni di ogni ordine e grado. I risultati saranno pronti nel 2006 e poi presentati al ministro della Sanità.
«La peculiarità di questo progetto - ha spiegato la professoressa Tenconi - è di accompagnare il ragazzo in tutta la sua crescita. Dai 5 ai 17 anni sentiranno parlare di fumo e dei loro rischi. Un supporto maggiore verrà dato agli adolescenti, ma certo è che l'educazione parte sin dalla tenera età. Speriamo di ridurre il numero di fumatori ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Medici, insegnanti, genitori, autorità: devono essere loro i primi a credere nella nostra azione».
Raffaella Costa