La sosta dei pellegrini della via Francigena
Belgioioso nei secoli è sempre stata località importante, non foss'altro perché si trovava su strade che conducevano a luoghi sacri come Roma e per questo battute da pellegrini di ogni tipo. E dunque non deve stupire che in questo che oggi è un ridente paesello, siano presenti chiese o monumenti religiosi del passato. In questo senso si deve interpretare la presenza di una via importante come la Francigena. E dunque seguendo quello che era un itinerario sacro, superando le ultime case di Belgioioso, proprio quando la campagna si impadronisce del paesaggio qua e là si cominciano a notare alcune cascine sparse nel verde. La più grande ed imponente è senza dubbio Zagonara, che venne fondata dai Conti Barbiano. La si incontra sulla sinistra di un ampio incrocio che a destra porta al fiume Po. Poco distante da Belgioioso, sorge la minuscola frazione di San Giacomo. Qui, secondo anche quanto scrivono Anna Clerico, Sara Pezzati e Giusi Rumolino, nel volume 'Guida alla provincia di Pavia - Pavese - Lomellina - Oltrepo - Tre identità in un grappolo di emozioni", edizioni Verba e Scripta e Azienda di Promozione Turistica del Pavese, nel caseggiato turrito chiamato anche Torre dei Preti, un Ordine 'Ospitaliero" (custodi degli Ospitali, cioè i locali per ospitare i pellegrini) fece edificare una Chiesa, un vero e proprio gioiello d'arte ed un Oratorio dedicati a San Giacomo, da qui il nome della località - San Giacomo della Cerreta - che con molta probabilità era confinante con un bosco di cerri. Il trecentesco Oratorio è un limpido esempio dell'arte del cotto in Lombardia nel periodo del Basso Medioevo. La facciata dell'edificio sacro è caratterizzata da un cornicione con mattoni sagomati ed a dentelli, torciglioni e fregio con rami e foglie stilizzate, intrecciate attorno ad un fiore centrale. Il portale con arco a tutto sesto e architrave in pietra arenaria si contrappone al laterizio della parete. La decorata cornice in cotto e l'alto pinnacolo centrale con i due più piccoli arricchiscono il prospetto principale. Sul retro il campanile cilindrico termina con una singolare opertura conica. L'interno, un unico ambiente di forma rettangolare, appare coperto da un soffitto in legno a cassettoni ed è caratterizzato dal ciclo degli affreschi di scuola lombarda del quindicesimo secolo di Giovanni da Caminata risalente all'anno 1468. Parti di parete intonacata con disegni geometrici a graffiti di epoca rinascimentale sono state rinvenute nel recente restauro che è stato realizzato.