«Il candidato lo scegliamo noi»
PAVIA. Sandro Bruni, coordinatore provinciale di Forza Italia, consigliere comunale a Pavia. E, ovviamente, cordone ombelicale dell'assessore regionale Giancarlo Abelli. Le scoccia questa definizione?
«E' noto che lavoro a stretto contatto con Giancarlo».
Al punto da essere il suo 'verbo" in quel di Pavia? Parliamoci chiaro: quale autonomia decisionale ha rispetto a lui?
«Quale autonomia? Guardi, l'autonomia la si crea nel modo di lavorare. E' chiaro che molte progettualità sono comuni, ma abbiamo anche un continuo confronto che, con lui, avviene in modo mirabile. Ma dico di più: mi fa solo piacere che voi scriviate che sono il 'cordone ombelicale": non so quale altro politico, anche in altri tempi, possa avere avuto questa definizione».
Facciamo un'ipotesi.
«D'accordo».
Ipotizziamo che Milano indichi un candidato sindaco che alla base del partito, a Pavia, proprio non piace. Abbiamo un precedente.
«Non succederà più».
«Ma se accadesse?».
«Non accadrà».
E se fosse lo stesso Berlusconi a imporlo?
«Spiegheremo al presidente le nostre ragioni».
La Lega Nord, intanto, sta già cercando il suo condidato. Andrete per strade diverse?
«La Lega resterà insieme a noi: viste le esperienze passate sa che per vincere si deve stare uniti. E quando qualcuno si mette in mezzo tra i due poli perde e fa perdere la coalizione. E questo vale anche per il centrosinistra, non c'è dubbio. Ma spero e credo che Lega sarà con noi alla prossima tornata elettorale: in molti progetti, in questi quattro anni e mezzo, abbiamo condiviso un diversa impostazione della città di Pavia rispetto all'attuale».
Si dice, a Milano, che gli accordi tra Lega, An, Udc e Forza Italia porteranno a Pavia, anzi imporranno un candidato sindaco non di Forza Italia. E' possibile?
«Rispetto e condivido il fatto che a Vigevano e a Voghera vengano ripresentati gli attuali sindaci e sono contento che siano di Forza Italia. Ma io penso che debba accadere anche a Pavia, che potrà rappresentare la novità nelle province lombarde. In questo progetto di rilancio della città penso si debba candidare un uomo di Forza Italia. Capisco che un quadro cosi tira acqua al mio mulino, come coordinatore, ma anche se non lo fossi, questa è l'esigenza che riscontro tra i cittadini».
Caso-Leonardelli. Come mai questa uscita? Non vi parlate?
«Ci parliamo e ci vediamo».
Non è chiaro, allora, perché Leonardelli l'abbia attaccata in un'intervista.
«Rispetto all'esperienza che, proprio insieme a Leonardelli abbiamo fatto in questi anni di opposizione, non vedo alcuna iniziativa mirata a guidare una protesta».
D'accordo, ci arrendiamo, inutile costringerla a replicare direttamente al segretario cittadino. Ma torniamo alla questione del candidato sindaco, gradito o meno alla base: Leonardelli ha detto cose, credo, che meritano una risposta articolata.
«Indubbiamente. Sul caso della'area ex-Snia, in consiglio comunale, ho detto che abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, abbiamo condiviso alcune situazioni, abbiamo trovato una linea comune di lavoro e sulla base di tutto questo dobbiamo cercare di salire un altro gradino insieme. Parafrasando quel discorso e riferendomi al lavoro nel partito in questi sei mesi, userei la stessa teoria: che tutti, a livello provinciale e cittadino, hanno sollecitato la ricerca di una candidatura forte e correlata all'ambito cittadino. L'assessore Abelli ha già dichiarato, più volte, che ciò è importante e determinante e anche nel comitato cittadino di cui faccio parte come consigliere comunale si è sollecitata questa necessità. E' vero, non abbiamo votato alcun documento, ma tra di noi ci si capisce al volo. E le sollecitazioni del professor Leonaredelli, dunque, sono state condivise e prese in considerazione».
Insomma, potete organizzare serenamente la campagna elettorale.
«Mancano ancora due cose importanti. Prima di tutto una verifica, a tempi brevi, delle sollecitazioni e delle indicazioni dell'elettorato, e dei rappresentanti della società pavese. Poi dovrà esserci una opportuna verifica con altri partiti che nella Casa della Libertà, o vicini ad essa, hanno trovato in questi anni momenti di valida collaborazione».
Non ci pare che siano tutti cosi tranquilli nel suo partito e nella coalizione di centrodestra.
«Il lavoro che ci attende non è quello di creare divisioni o malumori: tutti noi in Forza Italia, dai nostri rappresentanti istituzionali, Abelli in testa, al provinciale, al cittadino e nei quartieri, siamo sollecitati a presentare un candidato sindaco da noi scelto e condiviso. Penso che anche Leonardelli sappia che il benestare finale, però, è del partito a livello regionale e poi del presidente Berlusconi. Ma la cosa che più mi assilla, come coordinatore provinciale e consigliere comunale, è presentare un proposta di progetto della città per il 2010 che da tempo ho distribuito in bozza. E sulla quale occorre confrontarsi con idee, progetti e proposte e indicare le giuste persone per realizzarlo. Insomma, quello che dobbiamo fare è: lavorare lavorare lavorare». (f. ma.)