E' tornato a casa il bimbo guarito dalla talassemia

PAVIA. E' tornato nella sua casa di Castiglione delle Stiviere (in provincia di Mantova), Luca, il bambino di 4 anni guarito dalla talassemia con un trapianto di cellule staminali prelevate dai due fratellini, nati grazie alla fecondazione assistita, proibita in Italia ed effettuata in Turchia. Luca (non è però il suo vero nome), dopo 28 giorni in isolamento è stato dimesso lunedi pomeriggio dall'Onocometaologia pediatrica del San Matteo, dove era stato effettuato il trapianto.
Il bambino sta bene, ma già oggi dovrà ritornarvi per un ricovero programmato in day hospital nel reparto di ematologia. «Rifarei ogni cosa», ha dichiarato la mamma di Luca, Esra Bugurcia Gul, 24 anni (di nazionalità turca ma in attesa di quella italiana) in Italia dall'età di due anni e abitante con i genitori a Castiglione delle Stiviere dove è nato anche Luca. La donna ha lanciato anche un appello a favore della fecondazione assistita per scopi terapeutici: «Vi prego, date un'altra chance non solo ai talassemici ma a tutti coloro che devono lottare con le malattie genetiche; date loro la possibilità di ricominciare con una nuova vita normale, come quella di tutti voi». La vicenda ha infatti provocato anche strascichi polemici. I gemellini da cui sono state prese le cellule staminali sono nati dalla provetta e con la selezione degli embrioni, tecnica vietata in Italia dalla legge sulla procreazione assistita. Un particolare che non era stato citato dal ministro Girolamo Sirchia durante la conferenza stampa convocata per annunciare l'esito positivo dell'intervento. Esra ha comunque ringraziato il professor Franco Locatelli, direttore della divisione di Oncoematologia pediatrica del San Matteo «che ha ridato una seconda vita a mio figlio e, con la sua scoperta, darà una possibilità a molte altre persone che vivono l'esperienza di questa malattia». E ha ringraziato anche il dottor Fiorentino di Roma che ha collaborato con i medici turchi per la selezione degli embrioni, «che mi ha permesso di avere due bellissime bambine e l' opportunità di salvare mio figlio». «La fecondazione assistita è stata l'ultima spiaggia per salvare mio figlio - ha raccontato ancora dopo aver ricordato le sofferenze del piccolo Luca, ammalato dall'età di due anni -. Prima, su consiglio dei medici di Pavia, mi sono rivolta all'Asl di Mantova per iscrivermi alla banca nazionale del midollo, ma mi è stato risposto che non era possibile perchè sono straniera. A quel punto ho cominciato a peregrinare negli ospedali turchi fino a quando sono approdata al Memorial hospital di Istanbul. A Pavia sono arrivata quando ero già al quarto mese e al dottor Locatelli ho spiegato tutto quello che avevo fatto per poter avere bimbi sani che potessero guarire il mio piccolo».