Berlusconi: «Il taglio delle tasse per decreto»


ROMA. Il taglio delle tasse potrebbe arrivare con un decreto legge. Lo dice Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Un'ipotesi che trova d'accordo anche il ministro dell'economia, Domenico Siniscalco, che alla Lega annuncia «che il taglio delle tasse partirà il 1º gennaio 2005 e che verrà approvato entro il 31 dicembre». Insomma insieme o subito dopo la Finanziaria. Ma su «decreto legge si, decreto legge no» nella maggioranza non tutto fila liscio.
Ma su «decreto legge si, decreto legge no» nella maggioranza non tutto fila liscio. Il primo a parlare di decreto è il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, e si prende la reprimenda di Luca Volonté, capogruppo Udc alla Camera: «Non vedo come faccia il ministro Alemanno a fare anticipazioni sulla forma di un provvedimento di cui non si conosce il contenuto». Prove tecniche di contrasti in seno alla maggioranza. Qualcuno ha ipotizzato che lo stesso ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, non sia in sintonia con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Che, insomma, la decisione di far confluire le misure di spesa (competitività, turismo e tasse) in altri provvedimenti collegati alla Finanziaria sia stata presa per questo. Sui presunti contrasti Berlusconi-Siniscalco da Palazzo Chigi arriva una risentita smentita: «La verità è che non sono mai affiorati contrasti fra il presidente del consiglio e il ministro dell'Economia. Non vorremmo che l'intesa raggiunta all'interno del governo sull'impianto complessivo della Finanziaria spingesse qualcuno ad alimentare il fuoco di polemiche che non esistono oggi e che non esisteranno domani», dice Paolo Bonaiuti, portavoce del premier.
Parla di «intesa raggiunta», ma anche ieri Berlusconi si è lamentato di essere stato «lasciato solo». «La smentita di Bonaiuti - commenta Pino Sgobio, capogruppo dei deputati Pdci - non fa che confermare il tragicomico tentativo del premier di nascondere al Paese l'enormità delle cifre di cui si parla: 35 miliardi di euro, circa 70mila miliardi di lire».
Siniscalco fa avanti e indietro fra il suo ufficio di via Venti Settembre e Palazzo Chigi. Incontra Berlusconi, i sindacati di polizia e corpi militari, poi il Forum delle famiglie, poi i deputati di Forza Italia. Spiega, cosa si farà e perché. «Stiamo raccogliendo tutti i punti di vista per fare collegialmente la Finanziaria», dice il ministro. Il nuovo corso del dopo-Tremonti. «Siniscalco può avere anche un metodo più gradevole, ma mantiene la continuità con la politica economica negativa del suo predecessore», commenta Vannino Chiti, coordinatore segreteria Ds.
Qualche buona notizia, però, dagli incontri filtra. La Lega si dice disponibile a rendere flessibile il turn over nella pubblica amministrazione, «ma solo in casi circoscritti». Al Forum delle famiglie il governo promette 1 miliardo di assegni famigliari e l'apertura, dal 4 ottobre, di tavoli tecnici per stabilire come tagliare le tasse alle famiglie. Alla Moratti che non ci saranno tagli per la scuola. Ma i sindacati denunciano che si parla di un blocco degli scatti di anzianità dei professori.

Alessandro Cecioni