«Seggio alla Ue nel Consiglio di sicurezza»
OSLO. Se si vuole veramente rafforzare il consiglio di Sicurezza dell'Onu, dice Carlo Azeglio Ciampi, occorre rafforzare la rappresentanza delle aree regionali al suo interno. Ad esempio, «è impensabile che il nuovo ministro degli esteri dell'Unione Europea non possa far sentire la sua voce nel Consiglio di Sicurezza». Un intervento che va al di là della storica richiesta di un seggio europeo.
Un intervento che spariglia i giochi, mentre al Palazzo di Vetro è in pieno svolgimento lo scontro sulla riforma da realizzare per rafforzare il Consiglio di Sicurezza. Uno scontro che vede l'Italia e altri paesi impegnati a contendere i nuovi ipotizzati seggi permanenti rivendicati da Germania, Giappone, India e Brasile. La proposta di Ciampi dà un fondamento concreto, condivisibile su larga scala, al tentativo del governo italiano di realizzare una grande cordata dei paesi terzi, contando non solo le amicizie che ha l'Italia nel mondo, ma le coincidenze di interessi. Anche se non ne parla esplicitamente, la proposta Ciampi è alternativa alla richiesta di un seggio italiano, alla quale in più occasioni è parso puntare il governo.
Ciampi martellava da giorni sull'Onu. Per riaffermarne il ruolo essenziale, insostituibile nell'architettura del multilateralismo creata nel dopoguerra per prevenire i conflitti. Per riaffermare con forza che solo l'Onu può legittimare l'uso della forza per interventi a difesa della pace. Per dire che nessun paese può sostituirsi all'Onu. Per ricordare agli Stati Uniti le regole che hanno accettato 50 anni fa firmando la Carta di San Francisco.
Ora ha parlato da vero europeista, dando l'esempio di come si possono mettere da parte gli interessi di bottega, i vecchi egoismi nazionali, per esprimere un sentimento nazionale più grande: europeo. «Credo sia importante - ha detto - rendere, se possibile, le Nazioni Unite più forti, a cominciare dal Consiglio di Sicurezza. Il criterio base per rafforzarlo non è tanto quello di aumentare i seggi permanenti, ma quello di puntare alla rappresentanza regionale».
C'è un fatto, secondo Ciampi, di cui si deve tenere conto: «Ritengo impensabile, per noi europei, che nel Consiglio di Sicurezza non possa esprimere la sua voce, la voce dell'Unione Europea, il ministro degli Esteri dell'Unione Europea».