Cagliari, assalto in caserma rubati fucili mitragliatori Sospetti anche sui terroristi
ARBATAX. Hanno agito con freddezza e audacia - ma utilizzando una tecnica abbastanza semplice - i tre banditi che martedi sera hanno dato l'assalto alla base militare di Capo Bellavista, vicino ad Arbatax, in Sardegna. La base è una delle tante che fanno della regione del Salto di Quirra, uno dei territori a più alta densità di installazioni militari.
Ad agevolare gli incursori è stata soprattutto la precisione delle informazioni sulle abitudini e i movimenti dei militari: un fattore determinante, che ha permesso al commando di penetrare nella piccola caserma nel momento in cui la sorveglianza era ridotta al minimo. I malviventi, approfittando dell'oscurità, hanno aperto dapprima un varco nella rete, alta due metri, in un punto situato sul fianco di un ingresso secondario. Proprio a ridosso di tre cassonetti della nettezza urbana, che li hanno coperti mentre con le cesoie tagliavano le maglie del reticolato. In due si sarebbero poi avvicinati al portone di ingresso, immobilizzando l'unico soldato di guardia presente in quel momento. Poi l'assalto alla rastrelliera dove vengono custodite le armi, con un bottino di tutto rispetto: all'appello mancano dodici fucili mitragliatori d'assalto dell'ultima generazione - modello Ar 70 - un mitragliatore pesante Sc 70-90, ventiquattro caricatori di munizioni e due binocoli per la visione notturna. Non è stata portata via la pistola 92s dell'uomo di guardia. Quest'ultima si trovava in un armadietto a fianco di quelli dove c'erano i fucili, ma i rapinatori, che puntavano evidentemente solo alle armi automatiche, l'hanno lasciata dov'era. Subito dopo il commando si è dato alla fuga a bordo di una 'Fiat Uno" rubata, di color amaranto, nella quale molto probabilmente li attendeva un complice. Un'auto dello stesso tipo è stata trovata - avvolta dalle fiamme - poco dopo Lanusei al bivio tra l'Ogliastra e la Barbagia. Il lavoro degli investigatori si presenta particolarmente difficile, anche per via della notevole ampiezza del campo di azione. I sospetti vengono indirizzati soprattutto nel mondo della criminalità comune, anche se non viene del tutto trascurata l'ipotesi di un'eventuale azione di stampo terroristico. Si pensa anche a un furto su commissione per approvvigionare le bande dei rapinatori di armi nuove e sofisticate, con abbondanza di scorta di munizioni. Gli accertamenti cercano di verificare in quale modo i banditi siano entrati in possesso delle informazioni precise sui movimenti nella caserma, in modo da poter approfittare del momento più opportuno. La postazione di Capo Bellavista, un faro sulla sommità e un caseggiato con uffici e alloggi, è una struttura legata al poligono interforze di Perdasdefogu. È gestita dall'aeronautica e dall'esercito.