Rispunta l'immunità parlamentare


ROMA.Il blocco di ogni indagine e processo a carico di deputati e senatori, «per qualsiasi reato» e anche per fatti precedenti all'elezione. Impossibilità di arrestare un deputato e senatore finchè resta in Parlamento, anche dopo una condanna con sentenza irrevocabile. C'è anche il tentativo di reintrodurre nella Costituzione una Super-immunità per i parlamentari (e una scappatoia in extremis per Cesare Previti) nel pacchetto devolution-riforme che la Camera sta votando in questi giorni.
Rispetto al testo approvato dal Senato, fra gli emendamenti presentati dal centrodestra ne sono infatti spuntati un mazzetto che puntano in sostanza a riscrivere l'articolo 68 della Costituzione. A firmarli, alcuni degli avvocati-deputati di Forza Italia più fedeli a Berlusconi: Michele Saponara e Carlo Taormina, ma anche la deputata del Nuovo Psi Chiara Moroni.
Ecco l'ombrello disegnato da Saponara nell'emendamento 11.08: «Su richiesta delle Camere di appartenenza, sono sospesi nei confronti dei deputati e dei senatori le indagini e i processi penali in corso in ogni fase, stato e grado, per qualsiasi reato, anche riguardanti fatti antecedenti all'assunzione della funzione e fino alla cessazione della medesima». Si tratta in sostanza di una riedizione, in versione spinta, del famoso «lodo Schifani» già bocciato dalla Corte costituzionale. Il deputato di Forza Italia propone ora di inserirlo nella Costituzione e di estenderlo non solo alle prime cinque cariche dello Stato, ma a tutti i parlamentari. Un modo per garantire chi è sotto processo.
Taormina si preoccupa invece di offrire una via di fuga anche nel caso che qualche processo alla fine dovesse malauguratamente arrivare al terzo grado di giudizio, quello conclusivo. «Nessun membro del Parlamento - scrive cosi nell'emendamento 11.02 - può essere tratto in arresto o mantenuto in detenzione in esecuzione di una sentenza, anche irrevocabile, fino alla scadenza del mandato». E anche per questo, propone di cancellare dall'attuale articolo 68 le parole che escludono l'arresto di un parlamentare «salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile».
Negli emendamenti 11.03, 11.04 e 11.05, la Moroni reintroduce invece nell'articolo 68 il termine «immunità parlamentare» caduto dopo Tangentopoli. «I membri del Parlamento - è il testo proposto - beneficiano dell'immunità parlamentare e non possono essere perseguiti per l'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato».
Come voteranno Lega e An? La devolution sarà anche lo scivolo su cui Forza Italia riuscirà a fornire l'ombrello giudiziario ai suoi esponenti nei guai?
Certo, nell'eventualità che si arrivi ad un referendum, una novità del genere renderebbe ancora meno popolare la Grande riforma del centrodestra.

Andrea Palombi