Usa vietati per Cat Stevens: bloccato l'aereo, lui sarà espulso
Andrea Visconti
NEW YORK.Le autorità americane non rivelano perché al cantante Cat Stevens sia stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. «Motivi di sicurezza», taglia corto Brian Doyle, portavoce del Dipartimento per la sicurezza interna, spiegando che il suo nome fa parte di una lista di persone cui è proibito essere a bordo di aerei diretti verso gli Usa.
Ma la lista dell'antiterrorismo non riporta né il suo nome anagrafico (Stephen Demetre Georgiou) né il suo nome d'arte. Per le autorità americane lui è Yusuf Islam, cioè l'identità che assunse nel 1977 quando si converti all'islamismo.
Musulamno si, ma dichiaratamente opposto al terrorismo. Non più di due settimane fa il cantante, che negli anni Settanta divenne famoso con successi come «It's a Wild World» e «Moonshadow», pubblicò sul suo sito Internet una dura condanna della strage di Beslan, in Russia. «I crimini contro innocenti presi in ostaggio non trovano mai giustificazione nell'islamismo e nel modello del profeta Mohammed».
E tre anni fa - dopo la tragedia dell'11 settembre - espresse il suo orrore devolvendo migliaia di dollari ad un fondo di beneficenza per le vittime. Eppure Islam-Cat Stevens è considerato cosi pericoloso dalle autorità americane da avere addirittura costretto il pilota di un volo della United da Londra a Washington ad atterrare in un piccolo aeroporto del Maine, una precauzione per evitare che questo pacifista musulmano nato a Londra potesse essere in vicinanza di una grossa città come New York o Boston.
Nonstante Cat Stevens fosse negli Usa appena pochi mesi fa, quanto è avvenuto martedi non è stato un disguido. Dopo un lungo interrogatorio infatti le autorità d'immigrazione hanno deciso di rispedirlo in Gran Bretagna. A sua figlia invece, che era con lui a bordo della United, è stato concesso di rimanere negli Stati Uniti. Da cantante a terrorista dunque? Per niente. Anche il governo Usa ammette che Cat Stevens non è un terrorista, ma è cittadino indesiderato perché «appoggia finanziariamente organizzazioni e associazioni che si ritiene sostengano il terrorismo».