Pavia Est, periferia «soffocata»
PAVIA. E' una lunga strada asfaltata quella che attraversa il quartiere Est. E' come quei fondali che la hollywood anni '50 utilizzava per fingere le auto in movimento, fondali che giravano in tondo palesando un susseguirsi di case, vie, slarghi, cabine telefoniche. Solo che qui è tutto reale. Si chiama viale Cremona: dal centro porta alla periferia in un colpo. O almeno dovrebbe. Il fatto è che l'Est, che dagli anni '60 veste i rossi panni di 'quartiere operaio" per via di quella 'Snia Viscosa" (che poi ha acquistato un''ex" ma è tutt'ora ben presente con i suoi elefantiaci problemi) su quella strada ci ha campato quarant'anni; nel frattempo il traffico è quadruplicato, con quel che segue: smog, rumori, e maledizioni dei pendolari.
Gli abitanti di Pavia Est sarebbero anche stanchi di essere riconosciuti come quelli «che vivono in mezzo al caos. «Basta, diciamolo», sbotta il giovane presidente della circoscrizione: Fabio Castagna, neolaureato, consigliere dal' 96, in attesa di essere proiettato - non fatica ad ammetterlo - verso altri e più alti lidi della politica. E si che la viabilità è un problema, «ma cerchiamo di non essere disfattisti», insiste.
Cosi, quel viale Cremona, che taglia in due l'abitato come un'accetta, può diventare la risorsa del quartiere. «A patto - precisa il presidente - che si intervenga per alleggerire un po' il traffico. Perchè gli incidenti sono sempre troppi».
E' che la tangenziale nordsembra essere nata sotto una bruttissima stella. Castagna, promessa del Centrosinistra cittadino, a capo dell'unica circoscrizione di Pavia dal dna di Centrosinistra, nonostante un'amministrazione comunale di simile impronta politica, nel parlarne non teme di toccare un tasto dolente. I lavori alla tangenziale, iniziati dopo anni di sospiri e attese, sono stati bloccati «per problemi tecnici». «Se è necessario rifinanziare l'opera bisogna farlo», incalza. Perchè è sin troppo chiaro - pare dire allargando le braccia - che da li verrebbe un buon aiuto alla soluzione del problema viabilistico all'Est. La seconda mano la darebbe il Bivio Vela, altro motivo di tormento per la città, e soprattutto per quella parte di città. «Occorreva una progettazione più attenta alle caratteristiche geomorfologiche del territorio - azzarda Castagna - Ma la tangenziale Nord è più urgente».
E pensare che al di qua e al di là della strada, fatte salve schiere di case vecchie e nuove che si alternano in una convivenza tollerante, è aperta campagna. Se l'Est viene definito come il quartiere più periferico è anche per questo, non solo per la sindrome da abbandono da parte delle istituzioni che sembra cogliere una buona parte degli abitanti. Cosi è proprio sul 'verde"che Castagna mette l'accento nello spiegare per quale motivo si dovrebbe scegliere la propria casa al quartiere Est. Snocciola una serie di interventi di abbellimento che utilizzano il 'verde" come fulcro: «Tre anni fa si è provveduto a realizzare il primo tratto di pista ciclabileche connette via Montebolone alla frazione Scaglione - spiega - e di recente abbiamo dato vita ad un'area verde attrezzata e piantumata, anche grazie alla disponibilità dell'assessorato all'Ecologia, vicino alle scuole elementari di via Montebolone. Infine è stato ripreso il progetto di realizzazione di un'altra pista ciclopedonale in via Molino Tre Mole. Senza contare l'idea, di cui si parla, di costruire un parconella zona di avallamento in cui scorre la Vernavola sfruttandone il sentiero».
Perchè abitare all'Est? Solo per il verde che, facendo da cintura, abbonda? Il secondo motivo sono i prezzidelle case, bassi rispetto al resto della città. Anche in questa circostanza la storia fa il quartiere, e l'economia fa la storia. L'occhio va al borgo S. Pietro, strutturato come paesone attorno alla 'Snia", case che per esigenza primaria gli operai cercavano il più possibile vicine alla fabbrica, e che si sono moltiplicate, sino a fare un quartiere di quasi novemila abitanti. Ma che hanno contribuito nel tempo a mantenere vendite e affitti a prezzi abbordabili.
Con una via di grande traffico che taglia in due, ma nel contempo come una spina dorsale tiene unito il quartiere, come non potrebbero essere «urgenti» e «necessari» nuovi parcheggi?
Al capitolo 'servizi" l'Est pare avere mantenuto in bianco l'apposita casella. Nel senso che non ci sono risposte alla richiesta di nuove aree di sosta. Se la zona «quanto a mezzi pubblici è ben servita dalla linea 3», non lo è a sufficienza per i parcheggi. Ce ne vorrebbero di più in via Francana, fanno sapere gli abitanti, mentre in via Baldo degli Ubaldi dovrebbe sorgerne uno a breve. Ora c'è un campo di granoturco. Ma la vera, grossa, necessità è la definizione del futuro dell'area 'ex Snia". Come dire: cosa farne. E' una struttura tanto grande quanto ingombrante, che il Comune sta cercando di 'liberare" e ricollocare sul mercato. Cosi, inutile e fatiscente, da anni tiene compagnia ai residenti dell'Est, quasi fosse un ornamento di casa.
E le strade? Castagna controbilancia con massima soddisfazione il non fatto con il realizzato. Parla della «sistemazione delle strade», ossia della «maggiore manutenzione nel quartiere, da via S. Giovanni Bosco a via S. Pietro in Verzolo». Pratica necessaria anche per agevolare le aziende, soprattutto artigianali, sparse sul territorio. Ce ne sono al Bivio Vela, in viale Montegrappa. Ma c'è pure il capannone di logistica aperto dalla fabbrica del riso, un vanto per la circoscrizione.
Tra pochi mesi probabilmente ci sarà un presidente diverso a capo di Pavia Est. «L'importante - scherza l'attuale - è che i problemi non rimangano gli stessi».