Factor, patteggia 1 anno e 9 mesi
PAVIA.Ieri mattina un altro imputato è uscito dal 'cono di luce" del procedimento giudiziario per il fallimento della Factor. Si tratta di Gabrio Vazza, 65 anni, residente a Milano, ex direttore generale e poi amministratore delegato della società. Rinviato a giudizio con l'accusa di bancarotta fraudolenta, il manager ha patteggiato una pena di 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione. Gli è stata concessa la sospensione condizionale e una diminuzione della pena dovuta, oltre che alla scelta del rito, anche al fatto di avere pagato un risarcimento. Il capo d'accusa faceva riferimento ad operazioni finanziarie che avevano condotto al fallimento della Factor, ex società del gruppo Necchi.
Le contestazioni, riassunte poi nella bancarotta fraudolenta, si riferivano a differenti episodi. Ad esempio, l'aumento di capitale della Factor (società di sconto delle fatture specializzata, quindi, nel riscuotere i crediti acquistati dai suoi clienti). Da 10 miliardi di lire era stato portato a 25 con l'ingresso di una società romana, la Immobiliare Cometa. Ma quest'ultima, secondo quanto accertato dal Pm, non aveva un patrimonio sufficiente a garantire i 15 miliardi di aumento. Nei confronti di Vazza c'erano poi altre accuse. Nel periodo in cui ricopri il ruolo di amministratore delegato, la Factor acquistò dei crediti che si rivelarono successivamente del tutto inesigibili. Sempre in questo lasso di tempo vennero distratti fondi a favore della Immobiliare Cometa. Infine, nel periodo compreso tra maggio e agosto del 1996, i vertici societari della Factor avrebbero consentito le operazioni di compravendita delle proprie azioni cedute dall'azionista di controllo, Necchi Spa, in violazione del codice civile. In sostanza, nel momento in cui Necchi decise di cedere tali azioni a terzi (che non disponevano di liquidità per acquistarle), Factor avrebbe concesso denaro agli stessi soggetti per consentire loro di acquistare le sue stesse azioni. Vazza, che era difeso dall'avvocato Rampioni di Roma, ha scelto di ricorrere al patteggiamento: la pena base era di 4 anni, diminuiti a 2 anni e 8 mesi per la concessione delle attenuanti generiche e per l'attenuante collegata al risarcimento del danno, ulteriormente diminuiti per la scelta del rito. Altri due amministratori, Lino Piampiani e Bruno Stura, torneranno in aula il 30 novembre.