Antonio Sala lancia Sciaccaluga


PAVIA.Puntare sui giovani e su qualche «vecchio» che ha ancora voglia di dannarsi l'anima in campo. E' la ricetta per sfondare in C1 di Antonio Sala, allenatore ben conosciuto in provincia di Pavia per i suoi trascorsi al Voghera. Ricordi non piacevoli per i tifosi azzurri, visto che al Fortunati vince sempre. L'ultima volta, nella scorsa stagione, alla guida della Reggiana. E a proposito di Pavia, il tecnico di Saronno (in passato anche in B con Siena, Cagliari e Cosenza, ora temporaneamente fermo) tesse le lodi di Paolo Sciaccaluga. E crede che il Pavia alla fine otterrà la salvezza.
Come vede questa C1 da un punta di vista tattico?
«Già dalla scorsa stagione c'è un progressivo abbandono della difesa a tre a favore di quella a quattro. Vedremo la maggior parte delle squadre schierate con il 4-3-3, il 4-4-2 o il 4-2-3-1. Credo questo dipenda dal fatto che la difesa a quattro copre meglio il campo, si concedono pochi spazi e si riparte velocemente».
Ma prevarrà un calcio difensivistico o d'attacco?
«A parole tutti giocano all'attacco, poi in campo si vede ben altro. Per salvarguardare il posto ogni allenatore pensa prima di tutto a non prenderle. Nell'ultima stagione mi è piaciuto molto il gioco del Lumezzane, ma anche il Cesena e l'Arezzo pensavano soprattutto a segnare».
Chi vincerà il girone?
«A differenza della scorsa stagione non credo che ci sarà una squadra che farà il vuoto. Il Mantova, con Poggi e Hubner, è sicuramente forte, ma credo che comunque ci sarà grande equilibrio».
Ma è meglio puntare sui giovani o sui marpioni?
«A mio avviso in C la base sono i giovani, anche per i problemi economici delle società. Ci vogliono poi due o tre giocatori esperti, di categoria, che abbiano voglia di sacrificarsi e di insegnare».
A proposito di giocatori-chioccia, il Pavia ha puntato su Sciaccaluga, che lei conosce molto bene...
«Lo ha avuto a lungo con me e non posso che parlarne bene. Se sta bene in questa categoria può fare la differenza. Nel centrocampo a tre lo usavo indifferentemente come mezzo destro o mezzo sinistro. Ottima tecnica di base, è eccellente nello sfruttare le palle inattive».
Il Pavia viene da una retrocessione: come lo vede?
«L'anno scorso la squadra non era cosi male. Poi, quando si parte con il piede sbagliato, non è facile recuperare. Si perde la tranquillità. Ora mi sembra ben impostata e potrà centrare il traguardo della salvezza».
Lei al Fortunati ha una tradizione positiva: vittoria con il Voghera in C2, l'anno scorso successo con la Reggiana in C1.
«Molto probabilmente dovrei allenare il Pavia...».
Per la C è stata un'estate particolarmente tormentata, tra ripescaggi, riammissioni e calendari rivoluzionati a campionato iniziato: qual è il suo giudizio?
«E' una situazione allucinante. Quando sono i tribunali e non il campo a decidere la composizione dei campionati, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Dobbiamo finirla: cosi i tifosi se ne vanno. E perdiamo tutti».

Claudio Cuccurullo