Più soldi ai consumatori? Il solito bluff
MILANO. Pioggia di critiche alle parole di Berlusconi che promette di aumentare il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Con grande clamore, il governo ha annunciato che il potere d'acquisto salirà del 2,2% perché i salari aumenteranno più dell'inflazione, perché i prezzi rimarranno bloccati e, infine, perchè ci sarà una riduzione delle tasse. «Purtroppo - dice Enrico Letta, responsabile economico della Margherita - si tratta di un'altra cifra dei sogni». Letta spiega che l'aumento del potere d'acquisto è fatto da una serie di componenti, primo fra tutti un aumento spontaneo dei consumi. «Invece non è cosi - dice l'ex ministro - e i problemi sono ben altri. Il governo cominci intanto a restituire le accise sulla benzina».
In virtù dell'aumento del prezzo, hanno fatto guadagnare al Fisco ben 3 miliardi di euro. Il resto sono parole vuote, direi che è un'aspirina con la quale si cerca di curare un malato grave».
Si fanno sentire anche le associazioni dei consumatori. Per l'Intesa siamo di fronte a una percentuale «sproporzionata e ipotetica». «Il potere d'acquisto delle famiglie - dice - è stato falcidiato da una politica economica che ha fatto crollare i consumi e ha portato a un forte indebitamento delle famiglie». I consumatori chiedono «interventi più incisivi» per contenere prezzi e tariffe, a partire dall'abbattimento delle accise (le accise, cioè l'imposta di fabbricazione sui carburanti, sono stabilite in percentuale fissa sul prezzo netto. Aumentando il prezzo netto in virtù del rincaro del petrolio, il Fisco viene ad incassare di più).
I consumatori, comunque, non si accontentano dei prezzi «congelati» perchè dicono che i prezzi di certi prodotti stavano già diminuendo. E questo fa arrabbiare il ministro Marzano. «Prima parlavano di prezzi iperbolici - dice - e adesso dicono che, in realtà, i prezzi stavano già calando. Si mettano d'accordo. «In realtà - continua il ministro - il calo dei prezzi si stava verificando, ma non era un fenomeno diffuso. Ora c'è un accordo importante che garantisce che non ci saranno aumenti. Poi, se ci saranno riduzioni sarà ancora meglio».
Critiche all'accordo vengono anche dai sindacati. «Le indicazioni di Berlusconi sono solo illusioni - dice il segretario della Cgil, Epifani - e per fare aumentare il reddito dei cittadini bisogna fare esattamente il contrario di quanto fatto dal governo finora. Bisogna agire sulle tariffe e fare un'operazione sul fisco che premi i redditi medio-bassi». «E' solo un annuncio a effetto - dice Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds - e invece bisogna preoccuparsi dei prezzi che si muovono, a cominciare dai libri di testo e dalla benzina». «E' un accordo inaccettabile e noi ci metteremo di traverso - spiega Marco Venturi, presidente della Confesercenti -. Questo è un regalo che il governo fa alla grande distribuzione». Per il governo parla il ministro Siniscalco. Dice che non solo negozi e supermercati vanno coinvolti nell'accordo, ma anche le banche devono fare la loro parte. Spiega che dovrebbero diminuire i costi applicati ai conti correnti, ma anche l'accesso ai finaziamenti dovrebbe essere più facile.